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Un ‘astro’ di nome Anna

sabato, 14 marzo 2020

L’amica Anna è persona di pregevole modestia, dote ormai rara e propria di chi crea grandi cose senza voler dimostrare nulla, ma solo per il piacere di goderne e di condividerle. Credo sia consapevole di aver realizzato il suo progetto di giardino grazie anche all’iniziale entusiasmo dei neofiti, quello che non ti dà la reale dimensione delle difficoltà che dovrai affrontare. Il contesto è quello della pianura reggiana, terreno argilloso-limoso e calcareo, inverni freddi e piovosi, estati torride ed afose. Difficile immaginare simili condizioni una volta oltrepassato il cancello della proprietà dove si materializza il senso de “La casa nel giardino, non col giardino” (Cit.Ferrante Gorian), un luogo inaspettato ed incantato, due aggettivi che hanno ispirato il nome del nostro ultimo Aster ‘Anna’, a lei dedicato, presentato a settembre a Verde Grazzano.
Una decina d’anni fa l’idea di Anna e del marito Sandro era quella di trasferirsi in campagna circondati dal verde. Troppo complicato all’epoca e così la soluzione fu quella di creare un contesto ameno attorno alla propria casa, che si avvicinasse il più possibile al loro immaginario di luogo del ben-essere.
Fecero tutto da soli affidandosi a nozioni apprese dalla frequentazione di mostre, di vivai specializzati, di amici giardinieri, ma soprattutto al loro intuito e passione, imparando da inevitabili fallimenti e da incoraggianti successi. Una lezione di tenacia, di sapiente progettazione ed uso dalle piante. Determinante fu anzitutto la preparazione del terreno. Troppo spesso si trascura un lavoro fondamentale che comporta un significativo investimento all’inizio, ma che ripagherà abbondantemente nel tempo. Cure e concimazioni serviranno a poco se la composizione del terreno e soprattutto un buon drenaggio non sono ottimali. Quindi il ripulire, ammendare, prevedere le giuste pendenze per il deflusso dell’acqua, livellare sono tutte operazioni necessarie. A seguire la progettazione degli spazi guidati da buon senso estetico e razionalità che non possono mai prescindere da un accurato studio delle piante. La conoscenza di caratteristiche ed esigenze delle stesse si è tradotta nella ricerca per ognuna della posizione ottimale affinché potesse svilupparsi al meglio.
La presenza di laghetto (luogo di pesca delle garzette), orto, serra, capanno degli attrezzi, panchine collocate sapientemente per godere di romantici scorci, completano il giardino. L’allegro pigolio delle galline Cocincine ricorda il loro prezioso lavoro: smuovono il terreno, lo “concimano” e sono soprattutto ghiotte di cimici favorendo così una lotta biologica che funziona per davvero. Un aiuto alla fertilizzazione a costo e km zero lo dà anche la grande compostiera dove convogliano ramaglie triturate, foglie, sfalci d’erba, scarti vegetali di cucina. Le piante ben nutrite con questo compost arricchito da letame maturo crescono più sane e forti, riducendo il rischio di malattie così da contenere al minimo gli interventi di prevenzione e cura (…troppo impegnativo dover trattare sistematicamente anche solo le 150 piante di rose contro la ticchiolatura!). Il giardino non manca di alberature, che assicurano zone ombreggiate, di bordure miste ricche di piante con varie altezze e tonalità del fogliame che garantiscono fioriture ed interesse in ogni stagione. Un giardino a dimostrazione che creare il proprio spazio verde è cosa realizzabile anche a dispetto di condizioni improbabili. Non importa dove, quando o quanto, sarà sempre l’espressione più concreta della gentilezza d’animo che sappiamo esprimere.

Pier Luigi Priola

Articolo pubblicato sulla rivista mensile “VILLEGIARDINI” del mese di febbraio 2020 a pag. 41

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