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Le Persicarie

domenica, 28 luglio 2013

Le persicarie appartengono alla famiglia delle Polygonacee, piante combattive, vigorose, capaci di tenere a bada le infestanti. Parliamo delle persicarie, una presenza importante nelle grandi bordure e nelle aiuole rigogliose, allegre con le loro foglie maculate e i minuti fiori rossi, rosa o bianchi riuniti in lunghe spighe affusolte, che compaiono in luglio e poi di nuovo da settembre a tutto ottobre. Alcune sono considerate invadenti. «Io, però, non ho mai avuto problemi», rassicura Pier Luigi Priola, che nel suo vivaio di Treviso ne sta collezionando un buon numero. «Le specie del genere Persicaria (una volta chiamato Polygonum), e specialmente P. virginiana, P. amplexicaulis, P. runcinata e la piccola P. affinis, alta non più di 20 centimetri, hanno rizomi superficiali, facili da contenere, se necessario, con una normale sarchiatura un paio di volte l’anno».

Persicaria amplexicaule 'Jo and Guido's form'

Il bello delle foglie
«Nei miei giardini ho utilizzato soprattutto Persicaria virginiana, originaria del Nord America, del Giappone e dell’Himalaya, e Persicaria amplexicaulis, specie puramente himalayana, e non le ho trovate aggressive. Piuttosto molto, molto belle», dice il paesaggista Carlo Contesso. «A Washington, dove ho vissuto, Persicaria virginiana con le sue foglie decorate da una “V” marrone, è spontanea lungo le rive del fiume Potomac, e già allo stato selvatico mostra una grande variabilità di forme e colori delle macchie. Tendenza accentuata nelle culcivar selezionate: Tainter’s Palette’, per esempio, con foglie ovali e colorate di marrone, rosa cannella, bianco avorio e verde è già perfetta quando spunta, in aprile. E le sottili infiorescenze estive, lunghe 20-30 centimetri, con fiori minu-scoli come semi di miglio, distanti mezzo centimetro l’uno dall’altro, sono un di più che rende vaporoso il cuscino tondeggiante della pianta». Dunque, Persicaria virginiana e le sue varietà, alte 60-100 centimetri, sono coltivate soprattutto per le foglie, di grande impatto. Ma la sottospecie, P. virginiana filiformis, e la sua versione bianca P. v. filiformis ‘Ballet’, quando è in fiore diventa una nuvola leggera di lunghissimi e sottili steli scuri ricadenti.

Per ambienti freschi
Le persicarie americane – nome comune di Persicaria virginiana e delle sue varietà – richiedono ambienti piuttosto ombrosi e umidi: mezza collina, bassa montagna, rive di fiumi e laghi. Possono resistere anche al grande caldo, purché il terreno sia fresco. Carlo Contesso ci racconta di aver usato P. virginiana Tainter’s Pallet’ assieme a Iris sibirica, che fiorisce in aprile-maggio con fiori blu-violaceo, e alla deliziosa tappezzante Mazus reptans, con fiori malva.
Persicaria
E ancora, di aver abbinato Persicaria virginiana a piante da mezz’ombra come Hosta; Brunnera macrophylla `Hadspen Cream’, con foglie marginate di panna; Acanthus mollis Gold’, a foglia gialla; lo spettacolare A. mollis ‘Tasmanian Angel’, con foglie spruzzate di bianco; la poacea ornamentale Hakonechloa macra ‘Aureola’, che anche in mancanza di sole sviluppa bellissimi ciuffi giallo-verdi. Poi per non lasciare vuoti d’inverno, il paesaggista ha spesso introdotto una sempreverde, come, per esempio, Daphne odora ‘Aureomarginata’. Le stesse piante da mezz’ombra si sposano anche con Persicaria amplexicaulis, coltivata soprattutto per i fiori vistosi e colorati, che richiedono un po’ più di sole e si abbinano splendidamente anche alle nuove varietà di Echinacea a fiore arancio o rosso corallo, come alle Monarda rosa e carminio.
Persicaria amplexicaule 'Album'

Spighe sempre più rosse
Con il fogliame in genere maculato di marrone, le numerose varietà di Persicaria amplexicaulis si distinguono soprattutto per il colore e la lunghezza delle spighe: quella dell’elegante ‘Alba’, per esempio, è lunga anche 120 centimetri; quella di Tink Elephant’, una varietà dal portamento ordinato e compatto, è alta 50-60 centimetri ed emerge, verticale, dal fogliame.
P. amplexicaulis pendula, invece, ha infiorescenze curve che, verso la punta, assumono una sfumatura bronzea. E bellissima è la spiga rosa madreperlaceo di ‘October Pink’, alta 120 centimetri, come quella rosa carico di ‘Jo and Guido’s Form‘. Le nuove tendenze, ispirate soprattutto dall’ibridatore olandese Jan Spruyt, che firma molte sue creazioni con la sigla “Js” prima del nome della varietà, si orientano verso il rosso scuro, come ‘Js Calor’, alta 90 centimetri con spighe lunghe 7-8 centimetri, o ‘Js Delgado’, alta 50 centimetri con numerose larghe spighe. Pier Luigi Priola, infine, promuove altre due specie: P. runcinata, con cuscini di foglie perfettamente tondi, alti 70-80 centimetri, ricoperti d’estate da un manto di minuti fiori rosa chiaro, e la piccola P. affinis, generosa di spighe rosa e rosso brillante, adatta alle bordure.


Articolo apparso su ‘Gardenia’ numero 351 a pagina 76 – luglio 2013.

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