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Azienda Agricola Priola Pier Luigi via delle Acquette 4 - 31100 Treviso (Treviso) - Italia


Le nostre news

Tutte le notizie e la rassegna stampa che descrivono le attività del nostro vivaio

Sanguisorbe: indispensabili voci dentro al coro


Ecco una voce che non canta da soprano in quell’Opera Universale che definiamo giardino…il giardino… in sostanza una meticolosa rappresentazione teatrale risultato di artifizi e finzioni con la pretesa di essere il più fedele possibile specchio della grande Verità della Natura.

Pianta, la sanguisorba, che canta senza stonature nel coro delle perenni da accompagnamento, così discreta ed umile che non ha velleità da protagonista. Purtroppo è una di quelle piante che non può sfruttare la popolarità di un nome altisonante. Un nome che non lascia spazio a dubbi: le deriva dalla fama di riuscire ad assorbire il sangue poiché in passato era utilizzata per frenare le emorragie. Si arriva ad impiegarla in giardino da maturi gardener, quando la fame di conoscenza e possesso è stata da tempo placata da piante più note ed universalmente utilizzate. È un sottile compiacimento quando mi vengono richieste poiché il vivaio ne conta una collezione di tutto rispetto, una sessantina di varietà con altezze che vanno dai 30-40 cm ai 170 cm ed oltre; offrono colorazioni rosso-vinaccia e dal bianco al rosa. Sono rusticissime, Si accompagnano con ottimi risultati ad un’infinità di piante altrettanto semplici come Angelica, Aster amellus, Cirsium, Euphorbia, Geranium pratense, Kalimeris, Salvia, Veronicastrum ed a graminacee tipo Deschampsia e Molinia.
Il segreto è piantarle in gruppi di almeno tre/cinque soggetti: aggiungeranno naturalezza e movimento ad aiuole troppo ingessate. Per ottenere risultati soddisfacenti sono necessari terriccio ricco con ottimo drenaggio, annaffiature non troppo esagerate, una buona concimazione organica all’inizio stagione (più che sufficiente) ed una semplice potatura a fioritura avvenuta.

Prendo lo spunto dalle Sanguisorbe per una riflessione.

Osservare l’habitat dove crescono spontanee le piante è talvolta il punto di partenza da cui trarre conoscenze ed insegnamento. Molte varietà che ritroviamo nei nostri giardini hanno caratteristiche ed esigenze del tutto simili a quelle dei loro “progenitori” che vivono allo stato selvatico. E così qualsiasi Papaver o Eschscholtzia californica o Romneya coulteri o Meconopsis che sia non potrà mai vivere all’ombra in terra umida. E così qualsiasi felce o elleboro o anemone che sia ringrazierà per essere risparmiato dal sole di mezzogiorno. Passeggiare in campi di pianura, prati di collina, boschi di montagna o macchia mediterranea equivale a sfogliare manuali di botanica se l’occhio saprà osservare e non vedere superficialmente. Ricordiamoci che esistono applicazioni che scattando una semplice foto aiutano a riconoscere le piante regalando al passeggiatore curioso un ricco bottino di sapere. La Sanguisorba minor (comunemente nota come “pimpinella”) è facile da incontrare allo stato selvatico in terreni asciutti e rocciosi confermando che tutte le sue sorelle di più blasonate varietà prediligono le stesse posizioni.
Piante di cui facilmente non noteremo la presenza nei nostri giardini…ma se dovessero non esserci ne sentiremo sicuramente la mancanza!

Articolo pubblicato sulla rivista mensile “VILLEGIARDINI” del mese di agosto 2020 a pag. 31

Achillea di mitologica memoria


Achillea di mitologica memoria

Il potere evocativo di un fiore è carico di suggestione quanto quello di un profumo o un sapore che rianima la memoria dei sensi.
Alcune piante riescono addirittura a risvegliarli tutti e cinque contemporaneamente.
Non è pura deformazione professionale associare ad una pianta o a un fiore un ricordo. Capita a molti che un campo di grano maturo punteggiato di indisciplinati papaveri riporti all’immobile calura estiva della nostra gioventù, che un’esuberante bouganville ci riconduca al viaggio nel nostro meridione, che un viale di tigli profumi di primaverili biciclettate, che un prato di narcisi ci tolga la nostalgia di primavera così come un viale di cipressi faccia subito Toscana…. il nostro cammino è segnato inevitabilmente da queste vive presenze.
Sta tutto nel nome di questo genere di piante, le achillee, la loro capacità di riportarci a memorie scolastiche, a studi di storia ellenica. Le immaginiamo spuntare dai terreni assolati e sassosi delle isole greche, fiere di esser state colte dal prode Achille per guarire l’amico ferito, agitarsi al vento con eleganza e leggerezza che non lascia trasparire la loro tenacia. Le ritroviamo ora declinate in molte varietà (in vivaio ne sono presenti più di 100) così da soddisfare esigenze di altezze che vanno dai 20-30 cm a varietà che superano il metro e di colorazioni dei capolini che spaziano dal bianco, al rosso, al giallo, al rosa in tante gradazioni). L’utilizzo più diffuso l’abbiamo nella bordura mista dove può essere collocata in 1°, 2° e 3° piano per le tante varietà di cui disponiamo. Largo impiego lo ritroviamo anche nel prato fiorito tornato di gran moda perché sposa filosofia di naturalezza ed eco-sostenibilità (anche se ottenere un prato fiorito armonioso e di bell’effetto non è poi cosa da principianti!).
Le achillee sono Asteracee dalle prolungate fioriture, vera attrazione per le farfalle, che durano fino all’autunno. Hanno poi una forte resistenza a gelo e siccità (ritrovarle cresciute spontanee ai bordi delle strade lo conferma). Tutte peculiarità che le rendono ancor più appetibili al palato di giardinieri esigenti.
Non dimentichiamo che una volta sfiorite tornano molto utili nelle composizioni di fiori secchi: la ptarmica ‘Perry’s White’ e la filipendulina ‘Coronation Gold’.
Le varietà degne di nota sono troppe da elencare, mi limito a ricordarne alcune che apprezzo particolarmente: filipendulina ‘Golden Plate’ e la taygetea ‘Moonshine’ che portai dalla Svizzera nel 1964, millefolium ‘Lachsschönheit’ (sin. ‘Salmon Beauty’) del 1970 e la millefolium ‘Martina’ del 1972.
Amano terreni semplici, ben drenati, non disdegnano le concimazioni che possono aiutare soprattutto dopo il taglio della prima fioritura a far sì che rifioriscano facilmente.
Ecco le perenni a mio giudizio più adeguate da accostare:
Agastache, Aster x frikartii ed amellus, Campanula lactiflora, Chrysanthemum leucanthemum, Coreopsis, Delphinium, Helenium, Salvia, Veronica e Veronicastrum. Diamo un tocco di eleganza unendole poi con graminacee tipo Calamagrostis acutiflora ‘Karl Foerster e Stipa tenuifolia.
Trovo che le achillee siano piante con potenzialità non sufficientemente sfruttate, un po’ per la tendenza ad andare agli estremi che si traduce da un lato con l’utilizzo ripetitivo delle solite piante perché si rischia meno andando sul sicuro o dal lato opposto impiegando rare piante d’importazione solo per il gusto di stupire. Studiare nelle tante loro varietà anche le piante più comuni è sicuramente più impegnativo, ma contribuiremmo a divulgare un importante patrimonio godendo di piante che ci riserveranno gratificanti risultati ed inaspettate sorprese…

Articolo pubblicato sulla rivista mensile “VILLEGIARDINI” del mese di luglio 2020 a pag. 33

Esuberanti agapanto, generose ortensie


#iononrestoacasa#…
alle stagioni è concesso e, puntuali come sempre, ritornano e risvegliano i nostri giardini a ricordarci che la vita continua e che il suo ciclo si ripete foriero di colori e profumi. E così è per la primavera e lo sarà poi per l’estate che ci porterà altre meraviglie altrettanto esuberanti e sorprendenti fra cui gli spettacolari agapanto e le generose ortensie. Due piante così diverse da avere in comune solo il periodo di fioritura (a pieno titolo da anni le indiscusse protagoniste del nostro “Porte Aperte” di giugno). L’Agapanthus africanus è emblema di quelle piante gradevoli alla vista in ogni stagione, così avare di cure da godere addirittura dall’essere dimenticate durante l’inverno. Lasciate senza un goccio d’acqua, al completo asciutto, ringrazieranno con abbondanti fioriture estive. Ricordo ancora il perentorio “pas d’eau, pas d’eau pendant l’hiver” di un’amica vivaista francese in risposta ad una cliente che lamentava assenza di fioritura nei suoi agapanto…

I fiori persistono a lungo incuranti degli acquazzoni estivi, plastici ed al contempo leggeri, sorretti dai flessuosi lunghi steli che li muovono con eleganza, in una danza che li valorizza ancor più se godono del privilegio di uno specchio d’acqua vicino. Caduti i fiori si scoprono poco a poco le grosse capsule dei semi. Altrettanto coreografiche e decorative, emergono dalle sempreverdi lunghe, carnose e lucide foglie nastriformi che non ci faranno perdere le tracce dei nostri agapanto neppure d’inverno. Non sono molto rustici anche se dipende spesso più dalla posizione in cui si piantano che non dalla zona climatica. Riparati da un muro in pieno sole, ben pacciamati e soprattutto con terreno drenante, sapranno convivere anche con inverni rigidi. Le mie scelte ricadono su Agapanthus ‘Midnight Star’ dalla ricchissima fioritura blu-violetto, ‘White Heaven’ stupendo, compatto, con bianchi fiori persistenti di 20/25 cm, ‘Regal Beauty’ con steli robusti anche se teme il freddo più di altri, ha fiori blu scuro luminoso con striature chiare.

Accompagnamoli con Anthemis, Crocosmia, Festuca, Lavandula, Santolina, Stipa… E come non citare la ricca e spettacolare collezione di agapanto di Villa della Pergola ad Alassio, che gli amici Antonio e Silvia Ricci hanno amorevolmente allestito ed arricchito negli anni con più di 500 splendide varietà?
Un’ultima riflessione: anche chi non ama i fiori recisi, dovrà cedere al fascino degli agapanto in vaso. Sono sufficienti pochi esemplari per ottenere un effetto senza fronzoli e di grande eleganza.

Se l’agapanto è una liliacea di diffusione piuttosto recente, l’ortensia (in particolare la macrophylla) appartiene alla categoria dei fiori della memoria, quelli che non mancavano mai nei giardini delle nonne, come dalie, fucsie, pelargoni, zinnie…Il rigoglio di quelle ortensie rigorosamente esposte a nord, coniugava in modo sapiente l’esigenza delle piante con quella domestica. Un tempo le condutture idriche (di ogni tipo…) passavano sul retro delle case disperdendo parte dei liquidi: quelle ortensie erano la meravigliosa dimostrazione che “… dai diamanti non nasce niente …”! Alla mia memoria però appartiene anche un’ Hydrangea petiolaris… Nel 1965 era pianta difficile da reperire in Italia (anche attualmente meno diffusa delle altre) arrivò dall’Olanda. La piantai a ridosso di un muro in una posizione a mezz’ombra con buon terreno acido proveniente dalle zone della Malpensa, ricche di terra d’erica a Ph basso. In un paio di anni raggiunse i 5 metri ripagandomi abbondantemente di tutte le cure che le avevo riservato! Anche gran parte delle H. paniculata raggiungono altezze considerevoli. Le ortensie in genere sono piante facili e generose, richiedono poche attenzioni basilari che vanno però rispettate: amano posizioni di una buona mezz’ ombra, terreno acido, fresco e ricco di humus.

La quercifolia invece predilige zone più soleggiate che valorizzano ed aiutano la sua interessante colorazione autunnale del bel fogliame grande.

Fra le tantissime varietà consiglio: l’assai nota Hydrangea arborescens ‘Annabelle’, spettacolare per i robusti fiori bianchi ben eretti e di importanti dimensioni. La macrophylla ‘Sweet Fantasy’, dai grandi fiori con petali rosa punteggiati di rosso. La macrophylla ‘Together Rose’, i cui fiori arrivano a 20 cm di diametro, globosi, densi e doppi di un rosa intenso.

Come buone piante da compagnia vorrei segnalarne alcune particolarmente utili: Anemone hupehensis ed hybrida, Geranium (in particolare il ‘Rozanne’®), Hakonechloa, Isodon longitubus, Ophiopogon

Evitiamo di tagliare i fiori secchi delle ortensie per ipotecare il compenso che ci restituiranno d’inverno: uno spettacolo di splendidi globi, ricamati dalle brinate notturne, da asportare solo alla comparsa delle prime gemme.

Articolo pubblicato sulla rivista mensile “VILLEGIARDINI” del mese di maggio 2020 a pag. 32

Spese di spedizione mese di maggio 2020


Promozione valida fino alla fine del mese di maggio:

  • gli ordini con un importo fino a 90.00 €
    avranno un costo di spedizione di 15.00 €
  • gli ordini con un importo di oltre 90.00 €
    avranno la spedizione gratuita

Catalogo 2020


Il nostro catalogo del 2020

È disponibile il nostro catalogo cartaceo 2020.

nuovo catalogo 2020 azienda agricola priola tv

Quando un catalogo diventa una sorta di diario di viaggio…di quell’avventura iniziata 50 anni fa con un biglietto di sola andata che mi ha sempre proiettato nel futuro, guardando avanti per proporre sempre sul mercato qualcosa di nuovo e diverso.

La dura gavetta degli inizi (1963) a fianco di autorevoli ed autoritari architetti-giardinieri fornì le basi da cui avviare nel 1970 la mia attività di ricercatore e di vivaista-produttore di pari passo con quella della progettazione dei giardini.

La passione che ha sempre prevalso sul tornaconto economico è probabilmente la formula vincente che mi ha portato ad avere una delle più ricche collezioni d’Europa di erbacee perenni, aromatiche e graminacee. Raccolte (in parte) nel Catalogo Annuale che è l’espressione nero su bianco del nostro lavoro, arricchito di anno in anno in un continuo “work in progress”. È il risultato di un entusiasmo che guarda anche a nuove attività in vivaio: in aggiunta alle conferenze in occasione dei numerosi “porte aperte”, avremo corsi di giardinaggio nella sede di Treviso ed istruttivi tutorial on line.

Il ricco catalogo 2020 è pronto, sia cartaceo che consultabile sul sito, per festeggiare un duplice importante traguardo: il 50simo del vivaio e del matrimonio con Gabriella, mia compagna di vita e di lavoro.

Pier Luigi Priola

Potete ordinare una copia del catalogo inviandoci una busta con il vostro indirizzo unitamente a 5.00 € in francobolli o in alternativa scaricate il file dal nostro sito

click qui per scaricare il Catalogo 2020

…continua…

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