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Giardino d’inverno, pittura “still life”

sabato, 14 marzo 2020

La stagione fredda è un banco di prova severo per il giardiniere scrupoloso. Potremmo dire che la primavera sta all’inverno come una verifica scolastica sta all’esame di maturità!
Le primaverili esplosioni delle fioriture ben ammortizzano errori e ben compensano mancanze, l’inverno invece bandisce ogni escamotage. Non facciamoci trovare impreparati quando la sua ossatura sarà pronta a svelarsi: spogliata di gran parte del fogliame, ci obbligherà a confrontarci con le scelte operate. Se avremo svolto il compito a dovere, ritroveremo il piacere della contemplazione, confortati dalla bellezza delle forme di arbusti e cespugli, dall’armonia dei disegni di aiuole e bordure. Gli eleganti ricami della galaverna ci costringono ad indugiare per immortalare nella memoria tanta bellezza.
Ascoltiamo il suggerimento delle sempreverdi che ci ricordano di scegliere le piante anche per la colorazione del fogliame; impariamo dalle perenni sfiorite che ci consigliano di aspettare la fine dell’inverno per tagliare le loro ormai secche infiorescenze (aster, monarde, echinacee, ortensie, ma vale anche per le bacche di rosai – gli uccelli ringrazieranno! – e per le voluminose graminacee).

Se quindi, seguendo le leggi di Madre Natura, il giardino va in letargo, il giardiniere dovrà invece rimanere sempre sveglio. Molti gli interventi che lo impegneranno in preparazione della primavera, auspicando un inverno moderatamente piovoso (ma ricordiamoci, all’occorrenza, un annaffio di soccorso specialmente per piante in vaso). Ecco cosa segnare in agenda. Innanzitutto asportare rami secchi e danneggiati per dare ordine evitando tagli troppo severi per mantenere un preferibile aspetto naturale del paesaggio (le piante a fioritura primaverile sono esentate da queste attenzioni!). Nelle zone a clima mite, le potature invernali si potranno già avviare. Altro impegno: liberare i tappeti erbosi da eventuale fogliame zuppo d’acqua che potrebbe creare marciume.
Non dimentichiamoci di prenderci cura anche del terreno: con giornate miti e nelle ore calde andrà sarchiato per renderlo più soffice incorporando materiale organico. All’uopo sarà perfetto un buon composto fai da te, una ricchezza a costo e km zero. Ottenuto da sfaticcio di foglie, scarti vegetali di cucina, sfalcio d’erba, piccoli residui di potatura, oltre ad essere un ottimo concime, favorirà un’utile aerazione del terreno che, essendo più soffice, sarà più facile da liberare dalle infestanti. Approfittiamo dei momenti favorevoli anche per le vangature. Il clima asciutto è preferibile, ma pure una leggera umidità ci sarà d’aiuto: le gelate notturne contribuiranno a rendere il terreno più friabile di giorno. Se fosse troppo pesante ed argilloso aggiungiamo della sabbia grossolana, un buon ammendante per alleggerirlo. Chi ha la fortuna di potersi procurare degli aghi di pino li usi per migliorare la struttura e correggere il PH di terreni con reazione calcarea. Ultimo, ma non meno importante, una necessaria concimazione a base di fosforo e potassio.
In definitiva ricordiamoci che spesso basta osservare il comportamento delle piante: sono loro che guidano l’uso sapiente della nostra mano. Con i giusti interventi garantiremo al giardino ambientazioni ed elementi che si tradurranno in suggestive “still lives” (l’inglese è qui preferibile al nostro “nature morte”) perché d’inverno il giardino non muore, riposa…

Pier Luigi Priola

Articolo pubblicato sulla rivista mensile “VILLEGIARDINI” del mese di gennaio 2020 a pag. 39

villegiardini-gennaio-2020

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