Azienda Agricola Priola Pier Luigi via delle Acquette 4 - 31100 Treviso (Treviso) - Italia


Fai da te

I nostri consigli su come ottenere ottimi risultati con le piante:

Le viole mammole

Qualche breve notizia sulle viole mammole:

CHI SONO
le varietà a Fiore semplice derivano da Viola adorata, le doppie sono ibridi Fra V. adorata, V. alba, V. suavis e altre specie. Famiglia delle Violaceae.

ORIGINE
orticola.

CARATTERISTICHE
erbacee perenni, dotate di rizomi e stoloni, formano cespi alti da 10-15 a 30 cm.

FOGLIE
sempreverdi, cuoriformi, lucide, hanno margini dentati e sono riunite in rosette basali.

FIORI
larghi 1-2 cm, hanno 5 petali, i laterali volti verso il basso e ravvicinati a quello inferiore; le doppie hanno più petali; da viola a viola chiaro, rosa, bianco.

Viole mammole, coltiviamole così

Clima ed esposizione

Le viole mammole amano l’ombra leggera e la Frescura, mentre temono il caldo e l’eccessiva umidità ambientale. Perciò, nei climi e luoghi caldi, l’ideale è coltivarle a est, dove ricevono solo il sole del mattino. Le specie e le varietà a fiore semplice sono completamente rustiche, mentre le doppie sono più sensibili al freddo: nei climi ben ventilati e nei terreni ben drenati sopportano gelate anche fino a -2/-3 °C, altrimenti non oltre gli zero gradi. A seconda del clima, vanno coltivate negli angoli più riparati del giardino e protette temporaneamente, oppure tenute in vaso e ritirate in inverno.

Terreno

Deve essere fertile, fresco, molto ben drenato e leggermente calcareo.

Vaso

Deve essere piuttosto largo, ma non occorre sia profondo (va bene, per esempio, una ciotola di 40 cm di diametro alta 20 cm).

Innaffiature

Devono essere frequenti, ma non troppo abbondanti, in modo da conservare il terreno appena Fresco, ma non bagnato.

Concimazioni

Prima della fioritura, somministrate un concime ternario bilanciato; se le viole sono coltivate in vaso, è preferibile ripetere più volte la concimazione dopo che sono sfiorite. In estate meglio utilizzare un concime liquido invece che granulare, perché le radici lo assorbono meglio.

Protezione invernale

Nei climi freddi le varietà a fiore doppio vanno coperte prima de|l’arrivo delle gelate; l’ideale è utilizzare teli di tessuto-non tessuto: se sono coltivate in filari, conviene sostenere il telo con archetti di ferro.

Propagazione

Le viole mammole si moltiplicano facilmente per divisione dei cespi, stoloni radicati e talee di stolone. Le specie e varietà a fiore semplice si riproducono anche da seme: anzi, in genere, si disseminano da sole con facilità; talvolta riescono a Farlo anche le varietà a fiore semi-doppio, ma le piante che ne nascono producono corolle semplici. Di seguito, i tre metodi di moltiplicazione.

Divisione de| cespi

Poiché le violette fioriscono meglio dalla vegetazione nuova, se sono coltivate in vaso è buona norma dividerle ogni due anni, eliminando le parti più vecchie; lo si può fare da dopo la fioritura fino a settembre. In piena terra, invece, non ce n’è bisogno.

Stolone radicati

Gli stoloni tendono naturalmente a radicare all’apice, producendo nuove piantine: entro settembre, basta quindi separarle dalla pianta-madre e trasferire ciascuna in un vaso.

Talee di stolone

È una tecnica di moltiplicazione molto indicata per le varietà doppie; da maggio a settembre, si prelevano porzioni di stolone, ciascuna delle quali dotata di tre foglie, tagliando lo stolone subito sotto la Foglia inferiore. Si elimina quest’ultima, lasciando nuda la gemma sottostante, e si interra la base della talea, in un substrato di torba e sabbia di fiume in parti uguali, in modo che la gemma si venga a trovare a 141,50 cm di profondità. Si copre il vaso con un sacchetto di plastica per garantire un microclima umido ed evitare il rischio di disidratazione; si innaffia con regolarità, in modo da conservare il terriccio sempre Fresco. In 20 giorni le talee radicano; entro fine settembre-primi di ottobre le si trapianta ciascuna in un vasetto di 9-10 cm di diametro.

viole riproduzione per talea di stolone

disegno di Linda Pellegrini


Articolo apparso su ‘Gardenia’ numero 347 – marzo 2013.

numero 347 del mese di marzo 2013 della rivista gardenia viole mammole in tutti i colori vivaio priola

Le viole consigli sulla coltivazione e …

Viola, nome di fiore,
Viola, nome di colore,
Viola, nome di donna…
e di viola si tinge il vivaio Priola
nei giorni 16-17 marzo 2013

Nel tiepido sole marzolino
tra l’erba le viole fanno capolino
timido fiore, regine dei prati
fate sognare i cuori innamorati,
profumate l’aria nella brezza mattutina
annunciando la primavera ormai vicina.

dedicata alle Viole, da Gabriella

…continua…

Gli aconiti come coltivarli

CLIMA

Gli aconiti amano i climi freschi, perciò l’ideale è coltivarli tra i 700 e i 1400 m di altitudine. Sopportano bene il freddo, soprattutto se l’umidità non è elevata, mentre quando le temperature superano i 26-28 °C soffrono e incominciano a perdere le foglie basali.
…continua…

Alcune considerazione sulle graminacee ornamentali

Le mie esperienze nella ricerca e studio sulle piante erbacee perenni e delle graminacee ornamentali.

Sovente ci si può dimenticare degli inizi della propria carriera, forse distratti anche da tante problematiche, nel mio caso con un rapido esame del passato ricompaiono tanti ricordi di quando iniziai a lavorare in una importante ditta florovivaistica trevigiana dove erano consulenti Ferrante Gorian e Franz Bogaert, nel lontano 1963.

(link al blog di Ferrante Gorian Uso delle piante erbacee perenni nell’architettura moderna dei giardini)

…continua…

Aster fiori d’autunno (parte 4)

In tutte le sfumature del malva, viola, rosso, rosa e bianco, gli aster accendono i giardini d’autunno.

Per le farfalle gli aster sono una vera manna: le mille e mille infiorescenze offrono loro un ultimo, ricco pasto.

Coltivate gli aster con margherite d’autunno, anemoni e graminacee ornamentali.

Oppure in siepi nell’orto.

I fiori degli aster (o settembrini), semplici e piccoli, mutano man mano che maturano, regalando più colori alla stessa pianta.

Alti da una spanna a un metro e mezzo, gli aster sono robusti, rustici, facili e generosi nella fioritura.

Potete acquistare aster presso il nostro vivaio oppure on-line nel nostro sito


…continua…

Aster fiori d’autunno (parte 3)

In particolare, Priola predilige Aster ericoides e le sue varieta, tra cui ‘Hon. Vicary Gibbs’ e, appena introdotta in catalogo, ‘Yvette Richardson’, dai fiori piccini (mezzo centimetro di diametro), riuniti in grandi pannocchie adatte al taglio. Altrettanto incantevoli A. pilosus pringlei e le sue cultivar ‘Monte Cassino’ e ‘Pink Cassino’, rispettivamente bianca e rosa (fino a pochi anni fa annoverate fra gli A. ericoides); e, ancora poco conosciute in Italia, A. cordifolius e A. lateriflorus: della prima, il vivaista trevigiano raccomanda ‘Blutenregent’, con fiori molto piccoli, celesti, «di una bellezza che non ti dico»; la “storica” ‘Little Carlow’, a fiore azzurro-lavanda, e ‘Ideal’, blu chiaro, più tardiva di una settimana.

Della seconda, ‘Lady in Black’, bianco, e ‘Prince’, rosa carico, ma lenta a crescere, entrambe con elegante fogliame sfumato di nero. Se per Vita Sackville-West gli aster in giardino non potevano assolutamente mancare, e Gertrude Jekyll vi dipingeva meravigliose, quanto impegnative, bordure autunnali, come utilizzarli oggi? «In grandi masse, assieme ad altri fiori autunnali, come rudbeckie, Coreopsis, Helenium e altre margherite, e alle graminacee ornamentali, soprattutto Malscanthus e cortaderie. Oppure, in grandi siepi nell’orto, come si usava una volta, per poi raccoglieme i fiori», suggerisce Priola. Più in dettaglio, la paesaggista Cristiana Serra-Zanetti propone di accostare Aster cordifolites ‘Little Carlow’, per lei «il migliore degli azzurri», e il candido A. laterifolius ‘Chloe’, scoperto alla mostra di Courson, all’anemone ‘Honorine Jobert’, che ne sottolinea la morbidezza.

Un ultimo consiglio di Priola: «Invece di eliminare i fiori secchi prima dell’inverno, com’è prassi, lasciateli: si copriranno di brina e piccole ragnatele, con un effetto molto suggestivo»…continua…


Leggi la seconda parte…Leggi tutto

Potete acquistare aster presso il nostro vivaio oppure on-line nel nostro sito


Articolo apparso su ‘Gardenia’ numero 318 – ottobre 2010.

Aster fiori d’autunno (parte 2)

Tra le migliori varietà di aster novae-angliae, Barr’s Blue, a fiore grande, blu-violetto; Rosa Sieger, rosa lacca, e Red Cloud rosso, tutte alte da 120 a 140-150 centimetri.

Più piccola e compatta la discendenza di Aster novi-belgii, tra cui Coombe Queen, con fiori rosa intenso; Coombe Rosemary, che invece li ha viola e semidoppi; Fellowship, dai grandi capolini rosa tenero, e Notte d’Autunno, tardivo, semidoppio, blu-viola, «di una bellezza rara», dice Priola. «Ai novi-belgii appartengono anche alcune varietà basse, alte cioè da 35 a 60 centimetri, un tempo indicate con il nome di Aster dumosus: Apollo, per esempio, a fiore bianco, e Chatterbox, un cespuglietto di appena 30-40 centimetri, con fiori semidoppi, rosa chiaro».

Di taglia ridotta e fioritura estivo-autunnale, con capolini grandi, le varieta di Aster amellus e di Aster x frikartii. La prima specie, a fiore azzurro, é piuttosto comune in tutta l’Europa nord-orientale, nelle zone collinari e montane fino a 1.200 metri di altitudine; il secondo é invece un ibrido fra quest’ultima e Phimalayana A. thomsonii, con fiori larghi 5-6 centimetri: ottenuto dallo svizzero Karl Frikart intorno al 1920, produce capolini altrettanto larghi, azzurro-violetto.

«Tra le loro cultivar piu belle vi sono, secondo me, Aster amellus ‘King George’, a fiore violetto, alta 30-40 centimetri, e A. x frikartii ‘Monch’, 60 centimetri di altezza, dai capolini blu chiaro con grande disco giallo, che sbocciano a partire da giugno. Meno noto ma altrettanto decorativo, é A. turbinellus, nord-americano, un vero e proprio turbine di fiori», scherza Priola. «Ugualmente grazioso A. peduncularis (un tempo A. asperulus) originario di India e Pakistan, che pero mi aspetto riscuota meno successo perché ha una fioritura piu rada».

Ma chi lo sa, il gusto dipende dalle mode: se fino a una ventina di anni fa andavano per la maggiore gli aster a fiore grande, doppio, dai colori vivaci, oggi invece si apprezzano quelli con capolini semplici, piccoli ma numerosi, dalle tinte chiare: «Derivati da specie nord-americane, alti da 70 a 120-140 centimetri, questi aster sono attraenti, soprattutto quando si ricoprono di api e farfalle. Diversamente dai capolini più grandi, che una volta sbocciati cadono in due-quattro giorni, immutati, i fiori piccoli durano più a lungo e cambiano colore man mano che maturano, con tempi diversi è un risultato straordinario. Inoltre hanno foglie minute e sottili, molto graziose»….continua…


Leggi la prima parte…Leggi tutto

Potete acquistare aster presso il nostro vivaio oppure on-line nel nostro sito


Articolo apparso su ‘Gardenia’ numero 318 – ottobre 2010.

Aster fiori d’autunno (parte 1)

Da lontano i fiori degli aster – in realtà infiorescenze a capolino – sembrano miriadi di piccole stelle: bianche, azzurre, rosa, malva, viola, ciascuna con il suo bottoncino al centro, dapprima giallo, poi bruno, sbocciano a profusione, per settimane, illuminando il giardino sul finire della bella stagione.

Sono gli Aster d’autunno: innumerevoli ibridi e cultivar ottenuti a partire da una manciata di specie, grazie alla paziente attività degli ibridatori – svizzeri, tedeschi, americani ma soprattutto inglesi – e all’inconsapevole lavoro degli insetti impollinatori. Per essere precisi, alcuni di questi astri autunnali incominciano a fiorire a inizio estate, talvolta già in maggio, mentre altri attendono settembre; gli uni e gli altri poi vanno avanti anche fino a ottobre-novembre (non mancano nemmeno astri esclusivamente estivi, ma questa è un’altra storia).

Come non essere loro grati? Come fuochi d’artificio gli aster, regalano colore e suggestione prima dell’inverno a bordure, aiuole, orti, terrazzi e, una volta recisi, ai vasi di casa. Erbacee perenni robuste, rustiche e di facile coltivazione, gli astri chiedono soltanto un po’ di sole e terreni freschi, ma non bagnati.

Pier Luigi Priola, presso il cui vivaio abbiamo realizzato il servizio di queste pagine, se ne è innamorato quarant’anni fa e da allora non ha smesso di collezionarli.

Al momento, fra estivi-autunnali e autunnali ne ha in catalogo quasi 200, ma un’altra settantina è già in moltiplicazione per l’anno prossimo. A lui abbiamo chiesto di presentarci i più belli, i più affidabili, i più nuovi. «Gli aster più conosciuti sono i “settembrini”, così chiamati perché fioriscono principalmente in settembre», incomincia Priola. «Derivano da due specie nord-americane arrivate in Inghilterra nel 1710: Aster novi-belgii e Aster novae-angliae, molto simili ed entrambe a fiore blu-violetto. La seconda, un po’ più alta e legnosa, ha dato origine alle varietà dai colori più brillanti, che tuttavia hanno avuto meno fortuna di altre, probabilmente perché hanno la propensione a spogliarsi lungo il fusto; inoltre è meglio limitarle all’Italia settentrionale, perché soffrono il caldo»…continua…


Leggi tutto

Potete acquistare aster presso il nostro vivaio o on-line nel nostro sito


Articolo apparso su ‘Gardenia’ numero 318 – ottobre 2010.

Come coltivare gli Aster o settembrini

Gli aster (settembrini), coltiviamoli così

Clima

Gli aster, o settembrini, sono molto rustici (da -28 a 45°C, zona di rusticità 5A), gli aster possono essere coltivati ovunque, ma preferiscono i climi freschi; in quelli caldi devono essere bagnati di più.

Esposizione

In generale, per gli aster, è meglio al sole, dove fioriscono più abbondantemente; tuttavia nelle zone più calde è preferibile la mezz’ombra nelle ore centrali. All’ombra sono più fogliosi e richiedono meno acqua, ma fioriscono meno.

…continua…

Le erbacee perenni…

Cosa sono le “erbacee perenni”?
Si tratta di quelle piante capaci di vivere per molti anni (perenni appunto) e la cui caratteristica è di produrre fusti, foglie e fiori nei mesi caldi e sparire alla vista nei mesi freddi, mantenendo in vita solo le radici. Sono dunque piante ben diverse dagli arbusti, sempreverdi o caduchi e in genere, ma non sempre, di dimensioni più contenute.
…continua…

Le cinque regole d’oro per coltivare con successo le erbacee perenni…

  1. Attenersi alle esigenze di ogni singola pianta (tipo di terreno, esposizione, annaffiature), come riportato sui nostri cartellini che accompagnano le forniture. Infiggere l’etichetta nel terreno accanto ad ogni pianta: è predisposta per durare diversi anni anche se esposta alle intemperie.

  2. In primavera concimare e sarchiare il terreno per liberarlo dalle erbe infestanti che possono entrare in competizione per il nutrimento e per lo spazio con le specie ornamentali. Quando non è stato fatto in autunno, ripulire i cespi dalla vegetazione vecchia.

  3. Sostenere le specie e la varietà di taglia alta con tutori perché conservino il loro portamento anche sotto il peso della fioritura.

  4. Recidere gli steli alla fine della fioritura o asportare i singoli fiori appassiti e le foglie danneggiate; oltre che conservare l’aspetto estetico piacevole, questa operazione consente in molti casi di rinnovare la fioritura.

  5. Prima dell’inverno asportare la vegetazione morta, stendere una pacciamatura protettiva sui crespi e controllare che la cartellinatura sia ancora presente, a garanzia di ritrovare la dislocazione delle singole piante anche quando in riposo.