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Azienda Agricola Priola Pier Luigi via delle Acquette 4 - 31100 Treviso (Treviso) - Italia


I consigli del giardiniere

Alcune considerazioni sulle graminacee ornamentali

Le mie esperienze nella ricerca e studio sulle piante erbacee perenni e delle graminacee ornamentali.

Sovente ci si può dimenticare degli inizi della propria carriera, forse distratti anche da tante problematiche, nel mio caso con un rapido esame del passato ricompaiono tanti ricordi di quando iniziai a lavorare in una importante ditta florovivaistica trevigiana dove erano consulenti Ferrante Gorian e Franz Bogaert, nel lontano 1963.

(link al blog di Ferrante Gorian Uso delle piante erbacee perenni nell’architettura moderna dei giardini)

…continua…


Allium, Armeria, Bergenia e Chrysanthemum: Novità del 2016

Allium kunthii, Armeria 'Brutus', Bergenia 'Piggy', Bergenia 'XXL', Chrysanthemum 'Psycho'.
Alcune protagoniste di questa fine 2015 e gustose probabili anticipazioni per il 2016.

Allium kunthii, Armeria 'Brutus', Bergenia 'Piggy', Bergenia 'XXL', Chrysanthemum 'Psycho'. Oggi ho deciso di parlarvi di alcune piante che ci hanno davvero sorpresi in questo colorato e prolungato autunno 2015 che abbiamo festeggiato con l’appuntamento “I colori dell’autunno” il 10 e 11 ottobre.

Le piante che descriverò sono piante che si sono rivelate grandi protagoniste per fattori anche molto differenti: dal particolare colore del fiore alle caratteristiche dell’infiorescenza, dalla bellezza del fogliame alla prolungata fioritura. Novità che in alcuni casi troverete in catalogo a partire dalla metà del 2016.

Per chi fa il nostro mestiere la ricerca è una fase fondamentale, ci vuole molta pazienza per selezionare nuove piante e richiede tempo e costanza per osservarle poi in un periodo di prova minuziosa e meticolosa, la ricerca spesso non premia chi la fa, ma chi riesce a godere dei suoi frutti.

Le bergenie sono piante presenti nei nostri giardini da oltre duecentocinquant’anni e che hanno avuto una grande diffusione, tant’è che negli anni Cinquanta del Novecento sembrava che non vi potessero essere giardini privi di un “Fior di San Giuseppe”. Il nome comune fa ovviamente riferimento al loro particolare periodo di fioritura che è un annuncio di primavera. Il nome scientifico del genere Bergenia deriva invece dal nome del botanico Karl August von Bergen.

Oggi le bergenie, dopo un periodo di minor interesse, stanno riacquistando terreno e secondo me se lo meritano davvero infatti ne ho una discreta collezione (circa 30 tra specie e varietà). Sono piante tutto sommato rustiche e le loro esigenze principali sono legate alla necessità di godere di una posizione lievemente ombreggiata, in estate, e di non lasciarle mai completamente all’asciutto in particolare durante la stagione estiva (acqua sì ma mi raccomando senza ristagno idrico). Le bergenie, se inserite nell’ambiente giusto, possono abbellire per anni il vostro giardino senza necessitare di particolari cure giardinieristiche.

Bergenia 'Piggy'

Il risultato di alcune di queste ricerche sono in particolare due bergenie da record: la Bergenia 'Piggy' e la Bergenia 'XXL'.
La Bergenia 'Piggy' dalla fioritura rosa chiaro, ha una foglia carnosa, ampia e lucida di un bel verde brillante (quasi a forma di “racchetta”) e misura circa 45 cm di lunghezza e 35 di larghezza. La Bergenia 'Piggy' deve il suo nome alla assonanza con il nome comune inglese “pigsqueak” e alla dimensione del fogliame! Di seguito inserisco una foto che parla da sola (la Bergenia 'Piggy' è quella che mio figlio Mirko ha di fronte nella foto). La Bergenia 'Piggy' sarà probabilmente commercializzata dal solo a partire dalla metà del 2016.

Mirko Priola nel vivaio di Trevignano - Bergenia 'Piggy' e Bergenia 'XXL'

Mirko Priola nel vivaio di Trevignano – Bergenia 'Piggy' e Bergenia 'XXL'

Bergenia 'XXL'

L’altra bergenia è la Bergenia 'XXL' (lato sinistro guardando la foto con Mirko). Anche in questo caso le foglie hanno una dimensione importante: oltre 60 cm (quelle della Bergenia 'XXL' nella foto cresceranno ancora). La foglia della Bergenia 'XXL' è molto carnosa e robusta con vistose nervature ben evidenti sul fogliame verde scuro che poi diventa ben brunito in inverno (vedi foto). Importante per la fioritura di un bel color rosa pesco ed ha steli molto solidi.

Bergenia 'XXL'

Bergenia 'XXL'

L’assortimento cromatico delle fioriture può essere apprezzato consultando le immagini delle bergenie che abbiamo inserito nel catalogo on-line. I colori variano dal bianco velato di rosa della Bergenia hybrida 'Silberlicht', al rosa tenue della Bergenia hybrida 'Baby Doll', fino a giungere al rosa carico tendente al rosso della Bergenia hybrida ‘Wintermarchen’.

La fioritura della bergenia che in genere va da marzo a maggio, può durare parecchie settimane, soprattutto se si ha l’accortezza di rimuoverne le parti sfiorite.

Allium kunthii (sin. glandulosum)

Altra pianta che si è rivelata davvero interessante è un aglio che arriva dal Messico l’Allium kunthii è una specie che è entrata a far parte del nostro assortimento da un paio di anni.

Allium kunthii

Allium kunthii

L’Allium kunthii è una vera novità che abbiamo presentato quest’anno, per la prima volta, a Villa Erba durante l’evento di Orticolario. In quell’occasione l’Allium kunthii è stato notato da un’inviata del bimestrale Lineaverde, la Dottoressa Silvia Vigé, che ne ha poi inserito una breve scheda tecnica nel numero di novembre-dicembre 2015. La particolarità più evidente dell’Allium kunthii è sicuramente il colore del fiore che tende all’amaranto opaco e la durata della fioritura.

La fioritura dell’Allium kunthii quest’anno si è protratta dalla tarda estate all’autunno inoltrato (è sfiorito una ventina di giorni fa) con una generosissima produzione di belle infiorescenze sferiche color amaranto che superano i dieci centimetri di diametro. I pochi esemplari presenti attualmente in vivaio non ne consentono ancora la commercializzazione ma sarà una pianta che provvederemo a proporre per l’estate del 2016, la riteniamo di grandissimo interesse per l’arricchimento degli assortimenti di forme e colori per il giardino autunnale … ne riparleremo.

Chrysanthemum 'Psycho'

Mi preme segnalarvi una vera sorpresa di questa fine d’autunno che ci ha colpiti per la particolare bellezza e durata della fioritura. Vi parlo di un crisantemo il Chrysanthemum 'Psycho' che per tutto novembre ha continuato ininterrottamente a fiorire illuminando le nostre vasche.

Chi si è recato nel nostro vivaio in questo periodo ha potuto apprezzare la spettacolare fioritura del Chrysanthemum 'Psycho' che quando è in piena fioritura non passa di certo inosservato perché si trasforma in una spumeggiante nuvola di piccole corolle regolari e fitte di un colore giallo caldo quando socchiuse che svelano via via un’infiorescenza che dal giallo centrale schiarisce gradualmente al bianco puro dei piccoli e regolari petali inferiori.

Il Chrysanthemum 'Psycho' è davvero generoso e la colorazione che assume la pianta con l’avanzare della fioritura ha incantato sia me che mia moglie Gabriella, Ferruccio Carassale lo ha ritratto in una foto che penso sia più efficace di tante descrizioni.

Chrysanthemum 'Psycho'

Chrysanthemum 'Psycho'

In merito ai crisantemi vorrei inserire qualche argomentazione in loro favore. I crisantemi sono i fiori simbolo del Giappone e il crisantemo dorato dai 16 petali è lo stemma della casata Imperiale. Qui in Italia invece il crisantemo, per una pura coincidenza temporale del periodo di fioritura, è associato al culto dei defunti e nessuno si sognerebbe di regalare crisantemi alla propria fidanzata. Ma chi ama i giardini e le piante penso concordi sull’indiscusso valore dei crisantemi per arricchire l’assortimento di aiuole e fioriere in uno dei più bei momenti di fioritura del giardino prima dell’apparente riposo invernale. Invito quindi tutti a superare lo stereotipo che si è diffuso in Italia e ad aprire le porte dei nostri giardini ai crisantemi. Ne avremo solo da guadagnare in bellezza.

Armeria 'Brutus'

L’ultima pianta che inserisco è l’Armeria 'Brutus' una pianta che vi stupirà per le particolari caratteristiche che la rendono molto diversa da quella che solitamente si ha di questa pianta sia in termini di portamento che di fioritura.

L’Armeria 'Brutus' è una bellezza tutta anglosassone, a partire dal nome che ci ricorda la leggenda sulla fondazione della Britannia da parte di Bruto I° discendente di Eneae. L’abbiamo avuta da Sarah & Julian Sutton, un vivaio nostro amico. L’Armeria 'Brutus' per le sue dimensioni e per il portamento complessivo della pianta ne amplia le possibilità di utilizzo in giardino. La fioritura dell’Armeria 'Brutus' è fatta di forti steli eretti che portano ricchi capolini di un bianco puro che raggiungono i 4 cm di diametro. I petali delle infiorescenze sono regolari e se li si sfiora sembrano fatti di carta velina. Il cespo basale è fitto e il fogliame sempreverde, piuttosto largo, è di un bel verde scuro. La fioritura avviene solitamente tra maggio e luglio. La pianta in fioritura raggiunge i 50 cm di altezza. Come tutte le armerie necessita di terreno ben drenato ed esposizione soleggiata. L’Armeria 'Brutus' sarà disponibile in vendita da settembre 2016. Nel nostro catalogo comunque ci sono già alcune armerie che hanno portamento e fioriture molto differenti tra loro pur mantenendo i caratteristici capolini sferici o emisferici che vanno dal bianco al rosa carico.

Armeria 'Brutus'

Armeria 'Brutus'

Chiudo questo articolo di fine 2015 augurando a tutti noi pace e serenità perché mi sembra ce ne sia un gran bisogno.

Pier Luigi Priola

Eupatorium rugosum rubrum

Eupatorium rugosum rubrum in fioritura durante l’evento “I colori dell’autunno”


Aster fiori d’autunno (parte 1)

Da lontano i fiori degli aster – in realtà infiorescenze a capolino – sembrano miriadi di piccole stelle: bianche, azzurre, rosa, malva, viola, ciascuna con il suo bottoncino al centro, dapprima giallo, poi bruno, sbocciano a profusione, per settimane, illuminando il giardino sul finire della bella stagione.

Sono gli Aster d’autunno: innumerevoli ibridi e cultivar ottenuti a partire da una manciata di specie, grazie alla paziente attività degli ibridatori – svizzeri, tedeschi, americani ma soprattutto inglesi – e all’inconsapevole lavoro degli insetti impollinatori. Per essere precisi, alcuni di questi astri autunnali incominciano a fiorire a inizio estate, talvolta già in maggio, mentre altri attendono settembre; gli uni e gli altri poi vanno avanti anche fino a ottobre-novembre (non mancano nemmeno astri esclusivamente estivi, ma questa è un’altra storia).

Come non essere loro grati? Come fuochi d’artificio gli aster, regalano colore e suggestione prima dell’inverno a bordure, aiuole, orti, terrazzi e, una volta recisi, ai vasi di casa. Erbacee perenni robuste, rustiche e di facile coltivazione, gli astri chiedono soltanto un po’ di sole e terreni freschi, ma non bagnati.

Pier Luigi Priola, presso il cui vivaio abbiamo realizzato il servizio di queste pagine, se ne è innamorato quarant’anni fa e da allora non ha smesso di collezionarli.

Al momento, fra estivi-autunnali e autunnali ne ha in catalogo quasi 200, ma un’altra settantina è già in moltiplicazione per l’anno prossimo. A lui abbiamo chiesto di presentarci i più belli, i più affidabili, i più nuovi. «Gli aster più conosciuti sono i “settembrini”, così chiamati perché fioriscono principalmente in settembre», incomincia Priola. «Derivano da due specie nord-americane arrivate in Inghilterra nel 1710: Aster novi-belgii e Aster novae-angliae, molto simili ed entrambe a fiore blu-violetto. La seconda, un po’ più alta e legnosa, ha dato origine alle varietà dai colori più brillanti, che tuttavia hanno avuto meno fortuna di altre, probabilmente perché hanno la propensione a spogliarsi lungo il fusto; inoltre è meglio limitarle all’Italia settentrionale, perché soffrono il caldo»…continua…


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Potete acquistare aster presso il nostro vivaio o on-line nel nostro sito


Articolo apparso su ‘Gardenia’ numero 318 – ottobre 2010.


Aster fiori d’autunno (parte 2)

Tra le migliori varietà di aster novae-angliae, Barr’s Blue, a fiore grande, blu-violetto; Rosa Sieger, rosa lacca, e Red Cloud rosso, tutte alte da 120 a 140-150 centimetri.

Più piccola e compatta la discendenza di Aster novi-belgii, tra cui Coombe Queen, con fiori rosa intenso; Coombe Rosemary, che invece li ha viola e semidoppi; Fellowship, dai grandi capolini rosa tenero, e Notte d’Autunno, tardivo, semidoppio, blu-viola, «di una bellezza rara», dice Priola. «Ai novi-belgii appartengono anche alcune varietà basse, alte cioè da 35 a 60 centimetri, un tempo indicate con il nome di Aster dumosus: Apollo, per esempio, a fiore bianco, e Chatterbox, un cespuglietto di appena 30-40 centimetri, con fiori semidoppi, rosa chiaro».

Di taglia ridotta e fioritura estivo-autunnale, con capolini grandi, le varieta di Aster amellus e di Aster x frikartii. La prima specie, a fiore azzurro, é piuttosto comune in tutta l’Europa nord-orientale, nelle zone collinari e montane fino a 1.200 metri di altitudine; il secondo é invece un ibrido fra quest’ultima e Phimalayana A. thomsonii, con fiori larghi 5-6 centimetri: ottenuto dallo svizzero Karl Frikart intorno al 1920, produce capolini altrettanto larghi, azzurro-violetto.

«Tra le loro cultivar piu belle vi sono, secondo me, Aster amellus ‘King George’, a fiore violetto, alta 30-40 centimetri, e A. x frikartii ‘Monch’, 60 centimetri di altezza, dai capolini blu chiaro con grande disco giallo, che sbocciano a partire da giugno. Meno noto ma altrettanto decorativo, é A. turbinellus, nord-americano, un vero e proprio turbine di fiori», scherza Priola. «Ugualmente grazioso A. peduncularis (un tempo A. asperulus) originario di India e Pakistan, che pero mi aspetto riscuota meno successo perché ha una fioritura piu rada».

Ma chi lo sa, il gusto dipende dalle mode: se fino a una ventina di anni fa andavano per la maggiore gli aster a fiore grande, doppio, dai colori vivaci, oggi invece si apprezzano quelli con capolini semplici, piccoli ma numerosi, dalle tinte chiare: «Derivati da specie nord-americane, alti da 70 a 120-140 centimetri, questi aster sono attraenti, soprattutto quando si ricoprono di api e farfalle. Diversamente dai capolini più grandi, che una volta sbocciati cadono in due-quattro giorni, immutati, i fiori piccoli durano più a lungo e cambiano colore man mano che maturano, con tempi diversi è un risultato straordinario. Inoltre hanno foglie minute e sottili, molto graziose»….continua…


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Potete acquistare aster presso il nostro vivaio oppure on-line nel nostro sito


Articolo apparso su ‘Gardenia’ numero 318 – ottobre 2010.


Aster fiori d’autunno (parte 3)

In particolare, Priola predilige Aster ericoides e le sue varieta, tra cui ‘Hon. Vicary Gibbs’ e, appena introdotta in catalogo, ‘Yvette Richardson’, dai fiori piccini (mezzo centimetro di diametro), riuniti in grandi pannocchie adatte al taglio. Altrettanto incantevoli A. pilosus pringlei e le sue cultivar ‘Monte Cassino’ e ‘Pink Cassino’, rispettivamente bianca e rosa (fino a pochi anni fa annoverate fra gli A. ericoides); e, ancora poco conosciute in Italia, A. cordifolius e A. lateriflorus: della prima, il vivaista trevigiano raccomanda ‘Blutenregent’, con fiori molto piccoli, celesti, «di una bellezza che non ti dico»; la “storica” ‘Little Carlow’, a fiore azzurro-lavanda, e ‘Ideal’, blu chiaro, più tardiva di una settimana.

Della seconda, ‘Lady in Black’, bianco, e ‘Prince’, rosa carico, ma lenta a crescere, entrambe con elegante fogliame sfumato di nero. Se per Vita Sackville-West gli aster in giardino non potevano assolutamente mancare, e Gertrude Jekyll vi dipingeva meravigliose, quanto impegnative, bordure autunnali, come utilizzarli oggi? «In grandi masse, assieme ad altri fiori autunnali, come rudbeckie, Coreopsis, Helenium e altre margherite, e alle graminacee ornamentali, soprattutto Malscanthus e cortaderie. Oppure, in grandi siepi nell’orto, come si usava una volta, per poi raccoglieme i fiori», suggerisce Priola. Più in dettaglio, la paesaggista Cristiana Serra-Zanetti propone di accostare Aster cordifolites ‘Little Carlow’, per lei «il migliore degli azzurri», e il candido A. laterifolius ‘Chloe’, scoperto alla mostra di Courson, all’anemone ‘Honorine Jobert’, che ne sottolinea la morbidezza.

Un ultimo consiglio di Priola: «Invece di eliminare i fiori secchi prima dell’inverno, com’è prassi, lasciateli: si copriranno di brina e piccole ragnatele, con un effetto molto suggestivo»…continua…


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Potete acquistare aster presso il nostro vivaio oppure on-line nel nostro sito


Articolo apparso su ‘Gardenia’ numero 318 – ottobre 2010.


Aster fiori d’autunno (parte 4)

In tutte le sfumature del malva, viola, rosso, rosa e bianco, gli aster accendono i giardini d’autunno.

Per le farfalle gli aster sono una vera manna: le mille e mille infiorescenze offrono loro un ultimo, ricco pasto.

Coltivate gli aster con margherite d’autunno, anemoni e graminacee ornamentali.

Oppure in siepi nell’orto.

I fiori degli aster (o settembrini), semplici e piccoli, mutano man mano che maturano, regalando più colori alla stessa pianta.

Alti da una spanna a un metro e mezzo, gli aster sono robusti, rustici, facili e generosi nella fioritura.

Potete acquistare aster presso il nostro vivaio oppure on-line nel nostro sito


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Come coltivare gli Aster o settembrini

Gli aster (settembrini), coltiviamoli così

Clima

Gli aster, o settembrini, sono molto rustici (da -28 a 45°C, zona di rusticità 5A), gli aster possono essere coltivati ovunque, ma preferiscono i climi freschi; in quelli caldi devono essere bagnati di più.

Esposizione

In generale, per gli aster, è meglio al sole, dove fioriscono più abbondantemente; tuttavia nelle zone più calde è preferibile la mezz’ombra nelle ore centrali. All’ombra sono più fogliosi e richiedono meno acqua, ma fioriscono meno.

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Effetto farfalla a Treviso

vanessa su rudbekia

L’”effetto farfalla” fa parte di quelle teorie scientifiche che mi hanno sempre divertito. Pensare che piccole variazioni abbiano il potere di provocare cambiamenti importanti su fenomeni più grandi e distanti mi sembra che doni qualche speranza in più a questo mondo così difficile!

Se questo è vero, quello che sta accadendo in questo periodo a Treviso, proprio riguardo alle farfalle, può avere conseguenze interessanti sicuramente sull’aspetto dei nostri giardini e forse, a distanza, sulla qualità del nostro ambiente!

Il 9 e 10 maggio a Treviso nell’incontro “Il giardino delle farfalle“, parleremo del mondo delle farfalle e di come introdurre nei nostri giardini e terrazzi questi bellissimi insetti multicolori! Sul tema delle farfalle interverranno il naturalista Enzo Moretto, il paesaggista Carlo Contesso e l’ Associazione no profit Studioo Onlus.

Il primo intervento sarà quello del Naturalista Enzo Moretto che il 9 maggio alle 11:00 ci introdurrà il meraviglioso mondo delle farfalle e della “Butterfly Arc” di Montegrotto, un paradiso per farfalle multicolori provenienti da tutto il mondo.

Il 10 maggio, alle 11:00 Simona Carniato dell’associazione Studioo Onlus ci parlerà del progetto “adotta una farfalla” che sta riscuotendo grande successo nelle scuole trevigiane (per approfondire leggi l’articolo: Bentornate farfalle, nascono in terrazza a scuola e nei negozi – Tribuna di Treviso del 10 aprile 2015).

A seguire, il 10 maggio, interverrà il noto paesaggista e scrittore Carlo Contesso (http://www.abaperugia.com/ita/docenti/contesso-carlo_62.html), già intervenuto sull’argomento nel 2013 (guarda il video: Il Giardino delle Farfalle: Carlo Contesso, i suoi consigli ), che ci aiuterà a capire come rendere più ospitale per le farfalle il nostro terrazzo o giardino.

In vivaio sarà presente un’ampia selezione di piante utili alle farfalle e meravigliose in giardino!

L’elenco è ampio e comprende piante più note come le buddleje e meno note come le menta (), passando per verbene, inule, lavande, echinacee, rudbeckie, nepete, salvie e tante altre … venitele a scoprire!

Vanessa della ortica su aster

A Treviso, da qualche mese le farfalle stanno avendo grande successo ed entusiasmano grandi e piccini! Stanno inoltre nascendo e sono in progetto qua e là delle piccole “bio-oasi” utili ad ospitare le farfalle e a nutrirle allo stato di bruco! A tal proposito vorrei raccontarvi come come nasce una proficua collaborazione tra noi e Simona Carniato!

Nel 2014 l’Associazione Studioo Onlus ci ha chiesto di poter prelevare i bruchi presenti tra le piante del nostro vivaio di Treviso! Abbiamo immediatamente acconsentito per ovvio interesse giardinieristico e per lo spirito che si celava dietro questa curiosa richiesta che pensiamo meriti di essere condiviso e supportato! Abbiamo scoperto infatti che i bruchi prelevati nel nostro vivaio erano destinati ad essere adottati da persone o scolaresche disponibili a dare loro uno spazio vitale fino alla trasformazione in farfalla. Il progetto si chiama “Effetto farfalla: piante e fiori amici di bruchi, crisalidi e farfalle, in città e nei boschi” ed è stato portato a Treviso da Simona Carniato (l’iniziativa trae spunto da un progetto londinese dal titolo «Let’s flower up our cities»).

Se amate bruchi e farfalle il nostro consiglio è di seminare o inserire in giardino piante utili a nutrirli sia allo stadio di bruco che di farfalla!

Tra le piante nutrici dei bruchi ricordiamo il finocchio selvatico, la ruta e l’ortica di cui in aprile abbiamo riscoperto le innumerevoli doti in compagnia di Libereso Guglielmi!

Abbiamo deciso di dare il nostro sostegno all’iniziativa di Studioo Onlus che, attraverso una raccolta fondi e iniziative nelle scuole, intende creare alcune “bio-oasi” a Treviso (in aree comunali) utili a dare nutrimento e ospitalità a bruchi e farfalle. Auspico che questa iniziativa prosegua e si ampli perché io e la mia famiglia ne condividiamo con entusiasmo le valenze educative e ambientali.

Speriamo quindi che l’”Effetto farfalla” continui il suo benefico effetto anche nel nostro vivaio con il graditissimo prelievo dei bruchi da parte di Simona! Per saperne di più sulle farfalle e sul loro mondo multicolore vi invito di nuovo tutti a venirci a trovare in vivaio il 9 e 10 maggio a “Il giardino delle farfalle”!

Cordiali saluti

Pier Luigi Priola

Vanessa atalanta su inula

Si ringrazia Silvia Lignana Bellandi per le fotografie.


Giardino d’inverno tra colori e fioriture

 

Le festività natalizie ci hanno proiettati nella dimensione invernale. Le temperature sono scese e quasi tutte le mattine le piante del vivaio vengono ricoperte da un lieve strato di brina! In queste giornate le mahonie sembrano contornate da un orlo di pizzo e i timi brillano di nuovi colori.

Confesso che un lieve abbassamento della temperatura fa anche piacere se associato, come in questi giorni, ad un clima più secco e giornate limpide, clima utile ad abbattere naturalmente alcuni patogeni che in questi anni stanno avendo ahi noi condizioni sempre più favorevoli in termini di temperature e umidità.
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Gli aconiti come coltivarli

CLIMA

Gli aconiti amano i climi freschi, perciò l’ideale è coltivarli tra i 700 e i 1400 m di altitudine. Sopportano bene il freddo, soprattutto se l’umidità non è elevata, mentre quando le temperature superano i 26-28 °C soffrono e incominciano a perdere le foglie basali.
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La viola odorata: collezione 2014

Nuovi arrivi di Viole odorate (o viole odorose)

Qui vi descriviamo una cinquantina di varietà di Viola odorata molte di queste sono in vendita nel nostro vivaio.

La maggior parte delle viole odorate sono più o meno sempreverdi, molte iniziano già a fiorire anche a fine novembre, hanno un fogliame cordato più o meno lucido e sono ottime tappezzanti, l’altezza del cespuglio può variare da 8-10 centimetri fino anche a 20-25 centimetri.

La Viola odorata o Viola Mammola predilige terreni fertili, ben drenati e leggeri, necessita di annaffiature piuttosto frequenti, senza esagerare. È utile una buona concimazione incorporata nel terreno.

La pianta preferisce esposizioni a luoghi poco soleggiati: l’ideale sarebbe collocarla in zone molto fresche, a mezz’ombra e non all’ombra totale, altrimenti fiorisce poco.

Alcune varietà di Viola odorata si auto seminano abbondantemente e quindi molto buone da naturalizzare.

Volendo mantenere la varietà pura è estremamente necessario che si rimuovano i baccelli dopo la fioritura e, per mantenere i caratteri originali della varietà, vengono propagate per talea o per divisione, pratica molto semplice.

Accostamenti consigliati con le viole

Anemone nemorosa, Ajuga, Asarum, Bergenia, Brunnera, Convallaria majalis, Cyclamen coum, Daphne, Epimnedium, Felci, Helleborus, Liriope, Ophiopogon, Pulmonaria, Vinca.

Per aggiori informazioni sulle viole potete leggere: Le viole mammole o anche Le viole consigli sulla coltivazione e …

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Le Astranzie: come coltivarle

CLIMA ED ESPOSIZIONE

Di origini alpine, le astranzie sono molto rustiche (tollerano temperature minime invernali di -29 °C e oltre). Anzi prediligono i climi freschi, dove fioriscono più a lungo e producono fiori più grandi. Mentre in collina e montagna vanno piantate al sole, in pianura è preferibile collocarle a mezz’ombra.
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Le cinque regole d’oro per coltivare con successo le erbacee perenni…

  1. Attenersi alle esigenze di ogni singola pianta (tipo di terreno, esposizione, annaffiature), come riportato sui nostri cartellini che accompagnano le forniture. Infiggere l’etichetta nel terreno accanto ad ogni pianta: è predisposta per durare diversi anni anche se esposta alle intemperie.

  2. In primavera concimare e sarchiare il terreno per liberarlo dalle erbe infestanti che possono entrare in competizione per il nutrimento e per lo spazio con le specie ornamentali. Quando non è stato fatto in autunno, ripulire i cespi dalla vegetazione vecchia.

  3. Sostenere le specie e la varietà di taglia alta con tutori perché conservino il loro portamento anche sotto il peso della fioritura.

  4. Recidere gli steli alla fine della fioritura o asportare i singoli fiori appassiti e le foglie danneggiate; oltre che conservare l’aspetto estetico piacevole, questa operazione consente in molti casi di rinnovare la fioritura.

  5. Prima dell’inverno asportare la vegetazione morta, stendere una pacciamatura protettiva sui crespi e controllare che la cartellinatura sia ancora presente, a garanzia di ritrovare la dislocazione delle singole piante anche quando in riposo.


Le erbacee perenni…

Cosa sono le “erbacee perenni”?
Si tratta di quelle piante capaci di vivere per molti anni (perenni appunto) e la cui caratteristica è di produrre fusti, foglie e fiori nei mesi caldi e sparire alla vista nei mesi freddi, mantenendo in vita solo le radici. Sono dunque piante ben diverse dagli arbusti, sempreverdi o caduchi e in genere, ma non sempre, di dimensioni più contenute.
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Le novità 2015 tra Aster, Diascia, Muhlenbergia, Nepeta, Stipa

nepeta al vivaio priola

Le novità 2015 tra Aster, Diascia, Muhlenbergia, Nepeta, Stipa … forme e colori per tutti i gusti!

Ogni anno ci impegniamo molto nella ricerca di nuove piante da inserire in catalogo e vi assicuriamo che decidere chi lasciar fuori e chi inserire non è un lavoro facile, perché si vorrebbe poter offrire una gamma sempre più ampia di piante che siano interessanti e affidabili in giardino. Il 2015 ha portato molte nuove piante in vivaio che vanno ad arricchire la gamma di Aster (settembrini), Diascia, Muhlenbergia, Nepeta, Stipa, dalle caratteristiche e da colori e forme sempre più “performanti”!
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Le Persicarie

Le persicarie appartengono alla famiglia delle Polygonacee, piante combattive, vigorose, capaci di tenere a bada le infestanti. Parliamo delle persicarie, una presenza importante nelle grandi bordure e nelle aiuole rigogliose, allegre con le loro foglie maculate e i minuti fiori rossi, rosa o bianchi riuniti in lunghe spighe affusolte, che compaiono in luglio e poi di nuovo da settembre a tutto ottobre. Alcune sono considerate invadenti. «Io, però, non ho mai avuto problemi», rassicura Pier Luigi Priola, che nel suo vivaio di Treviso ne sta collezionando un buon numero. «Le specie del genere Persicaria (una volta chiamato Polygonum), e specialmente P. virginiana, P. amplexicaulis, P. runcinata e la piccola P. affinis, alta non più di 20 centimetri, hanno rizomi superficiali, facili da contenere, se necessario, con una normale sarchiatura un paio di volte l’anno».
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Le persicarie: come coltivarle

CLIM

Le persicarie amano gli angoli freschi e umidi vicino a laghi o fiumi e, quasi tutte, resistono sino a -12/-15 °C.

ESPOSIZIONE

Per la Persicaria amplexicaulis è ideale la mezz’ombra, con qualche ora di sole al mattino, mentre P. virginiana, P. affinis e P. runcinata crescono bene sia all’ombra sia a mezz’ombra. Sui terrazzi preferiscono angoli rivolti a nord o est, meno soleggiati e meno esposti a venti caldi.
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Le rose e le erbacee perenni: come abbinarle

Rosa Double Knock Out Silvia Lignana Bellandi

Come ogni “regina” che si rispetti anche la rosa ha delle ottime “dame di compagnia” che sono rappresentate da una vasta scelta di erbacee perenni! Tra le più note ci sono sicuramente Nepeta e Dianthus, ma la scelta di erbacee perenni da abbinare alle rose è davvero ampia e variegata. Abbiamo quindi deciso di esplorare l'argomento dedicando al tema: “Le rose e le perenni per la loro compagnia“, l'evento che ospiteremo nel nostro vivaio di Treviso il 7 e 8 maggio 2016.

Nepeta racemosa 'Upright form'

Nepeta racemosa 'Upright form'

Di abbinamenti tra erbacee perenni e rose e di magnifici roseti ci parleranno due esperti di grande esperienza: la dott.ssa Breda Bavdaž Čopi e il dr. Vladimir Vremec che interverranno sull'argomento in entrambe le giornate di sabato e domenica tra le ore 11:00 e le 12:00 circa. I nostri ospiti saranno inoltre disponibili a rispondere alle vostre domande e curiosità sull'argomento vista anche la vasta esperienza che illustro brevemente inserendo alcune note biografiche.

Dianthus caesius 'Ohrid' ®

Dianthus caesius 'Ohrid' ®

Breda Bavdaž

La dott.ssa Breda Bavdaž Čopi

dott.ssa Breda Bavdaž Čopi

note biografiche

La dott.ssa Breda Bavdaž Čopi è agronoma, Presidente dell'Associazione Slovena delle Rose e Vice Presidente della World Federation Rose Societies per l'Europa dell'Est. La dott.ssa Breda Bavdaž Čopi è stata Direttore del Verde della Città di Capodistria per oltre 25 anni ed è attualmente impegnata, insieme alla Federazione Mondiale delle Rose e all'Associazione slovena delle Rose, nell'organizzazione del convegno dal titolo “Le rose tra il Mediterraneo, le Alpi e gli Urali” che vuole far conoscere i numerosi roseti presenti nell'Europa dell'Est chesi terrà in Slovenia nel 2017. Durante l'incontro di Treviso la dott.ssa Breda Bavdaž Čopi farà alcune anticipazioni sul convegno presentando numerosi roseti dell'Est Europa forse ancora poco conosciuti nel nostro Paese.

Breda Bavdaž Čopi – agronoma

Vladimir Vremec

Il dr. Vladimir Vremec

dr. Vladimir Vremec

note biografiche

Chi ama le rose probabilmente conosce già di fama il dr. Vladimir Vremec che ha dedicato buona parte della sua carriera al mondo delle rose. Ho l'onore di conoscere Vladimir Vremec da circa 40 anni e la nostra conoscenza risale ai tempi della menifestazione “Treviso in Fiore” organizzata da Antonio De Marco con il gruppo Antelao, e la progettazione di Franz Bogaert, paesaggista Belga un altro grande insegnante con cui ho collaborato per molti anni.

Vladimir Vremec ha conseguito la specializzazione in paesaggistica a Vienna ed è stato per 3 anni Professore a Contratto per “Parchi e Giardini” presso la Facoltà di Architettura di Palermo. Negli ultimi 35 anni il dr. Vremec ha realizzato parecchi roseti tra cui il “Roseto di San Giovanni” a Trieste che presenta oltre 3000 varietà di rose (da 3000). Il dr. Vremec è membro di varie associazioni italiane, tedesche e slovene della rosa nonchè della Federazione Mondiale delle Associazioni Amici delle Rose.

Vladimir Vremec – paesaggista

Nel “Roseto di San Giovanni” a Trieste il dr. Vremec ha avuto modo di provare vari accostamenti tra erbacee perenni, graminacee e rose. Durante il suo intervento presso il nostro vivaio ci farà un escursus della sua esperienza a partire dagli anni 70 del Novecento a cavallo tra la Germania e l'Istria con illustrazione di esempi provenienti da altri roseti europei e non solo come il “Rose Emporium” in Texas.

roseto San Giovanni - Trieste

roseto San Giovanni - Trieste

Fioriture nel roseto di San Giovanni a Trieste

Quali erbacee perenni sono adatte a far “compagnia” alle rose?

La scelta di erbacee da abbinare alle rose varia in funzione del colore, del portamento e dell’altezza delle rose oltre al contesto in cui sono inserite le piante e del clima senza trascurare gli effetti cromatici magari tono su tono. Elemento inalienabile nell’abbinamento tra rose ed erbacee perenni è il tipo di terreno, il ph e la posizione (ph tendenzialmente neutro e pieno sole o in ombra parziale per rispettare le esigenze specifiche di alcune rose).

Fra le erbacee perenni che meglio si abbinano con le rose le più consigliabili vi sono:
Achillea, Allium, Erigeron, Festuca, Geranium, Gypsophila, Iris barbata, Lavandula, Nepeta, Penstemon, Salvia, Stachys, Stipa, Veronica e molte altre che potete trovare nel nostro vivaio.

Stachys olympica (= S. lanata)

Stachys olympica (= S. lanata)

Stipa tenuifolia

Stipa tenuifolia

Salvia nemorosa 'Caradonna'

Salvia nemorosa 'Caradonna'

Posso inserire le erbacee perenni in un roseto esistente?

Per rispondere a questa e altre domande vi aspettiamo il 7 e 8 maggio 2016 nel nostro vivaio di via delle Acquette a Treviso dalle 9.00 del mattino fino a sera con tante fioriture multicolori, suggerimenti e abbinamenti tra rose ed erbacee perenni! Non mancate a quest'evento che riteniamo davvero interessante perchè unisce l'amore per un fiore magnifico come la rosa e le mie amate erbacee perenni!

Pier Luigi Priola

Rosa chinensis mutabilis pennisetum

Rosa chinensis mutabilis sullo sfondo di un gruppo di graminacee

Si ringrazia Silvia Lignana Bellandi per le foto di apertura e chiusura, la dott.ssa Breda Bavdaž Čopi per la sua foto nel roseto e il dr. Vladimir Vremec per la sua foto e le foto del roseto di San Giovanni a Trieste.


Le viole consigli sulla coltivazione e …

Viola, nome di fiore,
Viola, nome di colore,
Viola, nome di donna…
e di viola si tinge il vivaio Priola
nei giorni 16-17 marzo 2013

Nel tiepido sole marzolino
tra l’erba le viole fanno capolino
timido fiore, regine dei prati
fate sognare i cuori innamorati,
profumate l’aria nella brezza mattutina
annunciando la primavera ormai vicina.

dedicata alle Viole, da Gabriella

…continua…


Le viole mammole

Qualche breve notizia sulle viole mammole:

CHI SONO
le varietà a Fiore semplice derivano da Viola adorata, le doppie sono ibridi Fra V. adorata, V. alba, V. suavis e altre specie. Famiglia delle Violaceae.

ORIGINE
orticola.

CARATTERISTICHE
erbacee perenni, dotate di rizomi e stoloni, formano cespi alti da 10-15 a 30 cm.

FOGLIE
sempreverdi, cuoriformi, lucide, hanno margini dentati e sono riunite in rosette basali.

FIORI
larghi 1-2 cm, hanno 5 petali, i laterali volti verso il basso e ravvicinati a quello inferiore; le doppie hanno più petali; da viola a viola chiaro, rosa, bianco.

Viole mammole, coltiviamole così

Clima ed esposizione

Le viole mammole amano l’ombra leggera e la Frescura, mentre temono il caldo e l’eccessiva umidità ambientale. Perciò, nei climi e luoghi caldi, l’ideale è coltivarle a est, dove ricevono solo il sole del mattino. Le specie e le varietà a fiore semplice sono completamente rustiche, mentre le doppie sono più sensibili al freddo: nei climi ben ventilati e nei terreni ben drenati sopportano gelate anche fino a -2/-3 °C, altrimenti non oltre gli zero gradi. A seconda del clima, vanno coltivate negli angoli più riparati del giardino e protette temporaneamente, oppure tenute in vaso e ritirate in inverno.

Terreno

Deve essere fertile, fresco, molto ben drenato e leggermente calcareo.

Vaso

Deve essere piuttosto largo, ma non occorre sia profondo (va bene, per esempio, una ciotola di 40 cm di diametro alta 20 cm).

Innaffiature

Devono essere frequenti, ma non troppo abbondanti, in modo da conservare il terreno appena Fresco, ma non bagnato.

Concimazioni

Prima della fioritura, somministrate un concime ternario bilanciato; se le viole sono coltivate in vaso, è preferibile ripetere più volte la concimazione dopo che sono sfiorite. In estate meglio utilizzare un concime liquido invece che granulare, perché le radici lo assorbono meglio.

Protezione invernale

Nei climi freddi le varietà a fiore doppio vanno coperte prima de|l’arrivo delle gelate; l’ideale è utilizzare teli di tessuto-non tessuto: se sono coltivate in filari, conviene sostenere il telo con archetti di ferro.

Propagazione

Le viole mammole si moltiplicano facilmente per divisione dei cespi, stoloni radicati e talee di stolone. Le specie e varietà a fiore semplice si riproducono anche da seme: anzi, in genere, si disseminano da sole con facilità; talvolta riescono a Farlo anche le varietà a fiore semi-doppio, ma le piante che ne nascono producono corolle semplici. Di seguito, i tre metodi di moltiplicazione.

Divisione dei cespi

Poiché le violette fioriscono meglio dalla vegetazione nuova, se sono coltivate in vaso è buona norma dividerle ogni due anni, eliminando le parti più vecchie; lo si può fare da dopo la fioritura fino a settembre. In piena terra, invece, non ce n’è bisogno.

Stolone radicati

Gli stoloni tendono naturalmente a radicare all’apice, producendo nuove piantine: entro settembre, basta quindi separarle dalla pianta-madre e trasferire ciascuna in un vaso.

Talee di stolone

È una tecnica di moltiplicazione molto indicata per le varietà doppie; da maggio a settembre, si prelevano porzioni di stolone, ciascuna delle quali dotata di tre foglie, tagliando lo stolone subito sotto la Foglia inferiore. Si elimina quest’ultima, lasciando nuda la gemma sottostante, e si interra la base della talea, in un substrato di torba e sabbia di fiume in parti uguali, in modo che la gemma si venga a trovare a 141,50 cm di profondità. Si copre il vaso con un sacchetto di plastica per garantire un microclima umido ed evitare il rischio di disidratazione; si innaffia con regolarità, in modo da conservare il terriccio sempre Fresco. In 20 giorni le talee radicano; entro fine settembre-primi di ottobre le si trapianta ciascuna in un vasetto di 9-10 cm di diametro.


Articolo apparso su ‘Gardenia’ numero 347 – marzo 2013.

numero 347 del mese di marzo 2013 della rivista gardenia viole mammole in tutti i colori vivaio priola


Piante aromatiche ::: Sapori di Primavera

allium

La straordinaria fioritura delle viole che abbiamo gustato nei “Giorni delle viole” il 12 e 13 marzo 2016 è stato un delizioso anticipo dell’ormai stabile appuntamento primaverile che dedichiamo alle piante aromatiche “Sapori di Primavera” in riferimento sia alla bontà delle aromatiche che alle gustose e fresche emozioni che porta con sé questo periodo di rinascita e rinnovamento. L’evento si svolgerà sabato 16 e domenica 17 aprile 2016 e il vivaio di via delle Acquette a Treviso sarà aperto dalle 9 fino a sera.

L’evento “Sapori di Primavera” sarà ricco di novità e graditi ritorni come quello di Francesco Da Broi, che avevamo già ospitato nel 2012 in occasione della presentazione del suo libro “Il prato è servito“, interamente dedicato alle piante alimurgiche. Francesco Da Broi ha gentilmente accettato di partecipare ad entrambe le giornate di quest’anno per parlarci di erbe spontanee e aromatiche ottime in cucina e di grande interesse ornamentale per i nostri giardini. Lo potrete ascoltare tra le 11:00 e le 12:00 sia della giornata di sabato che di domenica.

Con lui scopriremo che un passaggio in un prato primaverile (o anche nel giardino di casa) può donarci ottime erbette da aggiungere a minestre, insalate e numerose altre deliziose pietanze. Dalla silene alla borragine, dalla malva alla salvia sono tante le piante che dall’ambiente naturale possono arrivare ad arricchire i nostri giardini, molte sono bellissime anche come ornamentali. Le aromatiche arricchiscono la nostra vita di aromi e fragranze nuove o familiari e a volte legate ai nostri più piacevoli ricordi.

malva sylvestris blue fountain

Malva sylvestris ‘Blue Fountain’ ®

Alcune delle piante aromatiche che vi attendono

Mertensia maritima

Mertensia maritima

La Wasabia japonica o wasabi è il principale ingrediente dell’omonima salsa che si abbina a molti piatti della cucina giapponese. La Rungia klossii (http://www.vivaipriola.it/perenni?specie=Rungia) o “erba fungo”, dall’inconfondibile sapore delle sue foglie, ve l’abbiamo presentata lo scorso anno in quest’articolo. La Mertensia maritima, con la sua straordinaria fioritura, è bella e buona e le sue foglie hanno il sapore di ostrica (per una gustosa ricetta. Ma c’è anche il Crithmum maritimum o finocchio marino che si abbina molto bene ai piatti di pesce (per un ottimo pollo al finocchio di mare) Per tornare ad aromatiche fose più note vi attenderà una bella collezione di Thymus e di Origanum .

wasabia

Wasabia japonica

Sapori di primavera” evoca sicuramente anche il senso del gusto e Gian Carlo Pasin, che gestisce con la moglie Teresa la nota Osteria “Alla Pasina” (sito web: http://www.pasina.it), ci fa venire l’acquolina in bocca con una ricetta che vede come protagonista la borragine di cui si usano in cucina le giovani foglie e gli splendidi fiori.

La borragine (Borago officinalis), con le sue foglie pelosette e gli splendidi fiori azzurri, si utilizza tradizionalmente nei minestroni, nel ripieno di ravioli, torte, in frittelle e frittate. E’ una pianta da consumare preferibilmente cotta ma i fiori possono essere utilizzati a crudo per decorare i vostri piatti e le insalate. La borragine è anche molto utilizzata in erboristeria e fitoterapia. In passato alcuni ritenevano che il decotto di borragine allontanasse la tristezza e fosse in grado di donare la gioia di vivere. Meglio di così!

Borrago officinalis

Borrago officinalis

Ecco la ricetta con la borragine di Gian Carlo Pasin

TORTINO DI BORRAGINE ED ERBA CIPOLLINA

Ingredienti per 4 persone

  • 8 uova fresche
  • 400g borragine (Borago officinalis)
  • 15 fili erba cipollina (Allium schoenoprasum)
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • olio e.v.o.
  • QB sale e pepe

Preparazione
Lavare la borragine e tagliare sottile come pure l’erba cipollina, sbattere le uova molto bene aggiungere sale e pepe il grana! Soffriggere l’erba cipollina con la borragine, inserire le uova sbattute tutto in padella antiaderente. A fuoco vivo. Girare con una spatola senza possibilmente rompere il composto e cuocere a piacere versare in un grande tagliere e tagliarlo come una torta, decorare con i fiori di borragine e servire come antipasto o secondo!! Buon appetito.

Ricetta di Giancarlo Pasin


L’erba cipollina (Allium schoenoprasum), protagonista di molte ricette e sicuramente valida se tagliuzzata fresca su minestre calde e fresche insalate, fa parte del nutrito assortimento di Allium che presentamo in vivaio quest’anno. Tra questi Allium ci sono delle vere bellezze da giardino come l’Allium ‘Ambassador’ ®, l’Allium ‘Millennium’, l’Allium Kunthii che abbiamo presentato quest’anno e tanti altri a fioritura precoce o tardiva, minuta o importante.

Tra gli Allium l’Allium ursinum (aglio orsino) è un altro protagonista delle ricette primaverili e con le sue foglie si preparano deliziose salsine. Per me qualche Allium in giardino deve trovar posto viste anche le doti e l’utilità nella lotta contro i parassiti in particolar modo in prossimità delle rose contro afidi e acari. Di rose ne parleremo il 7 e 8 maggio con l’appuntamento “Le rose e le perenni per la loro compagnia” .

erba cipollina (Allium schoenoprasum)

erba cipollina (Allium schoenoprasum)

Le aromatiche sono un universo! Non posso dimenticare le Mentha che solo sfiorandole ti allietano la giornata e di Mentha in vivaio ne abbiamo una bella collezione che è pronta a soddisfare chi ama esercitare il senso dell’olfatto! Tra le novità la Mentha ‘Hillary’s Sweet Lemon’, Mentha sp. ‘Thai Bai Saranae’ e la Mentha piperita ‘Rubescens’ dal fogliame brunastro.

mentha thai bai saranae

Mentha sp. ‘Thai Bai Saranae’

Di Rosmarinum a portamento eretto, prostrato e … a volte indefinibile. In merito al portamento e al profumo dei rosmarini e in particolare del Rosmarinum officinalis ‘Farinole’ il parere di Luca Villoresi noto giornalista, grande amante di piante e giardini.

Rosmarinum officinalis ‘Farinole’ ::: di Luca Villoresi

Caro Pier Luigi,

grazie per avermi fatto conoscere il Farinole. Ci sono piante che emanano – o, almeno, a noi sembra così – una loro particolare personalità. Alcune sono vecchie conoscenze, odori, colori, sapori che ci portiamo dietro fin dall’infanzia. Altre sono conoscenze del tutto nuove. Incontri casuali, imprevisti, inattesi. Esotici.

Oppure, come nel nostro caso, venati da quella familiarità che ritrovi nella vicinanza, nelle piante della porta accanto. Non che io non amassi già i rosmarini, in tutte le loro espressioni. Belli, buoni e utili. Li coltivo. E li uso, non solo in cucina. Sai che gli studenti delle prime università ne facevano delle corone per stimolare la concentrazione? Sarà o non sarà. Fatto sta che, secoli dopo, ecco le fabbriche giapponesi che nebulizzano rosmarino per aumentare la produttività. Comunque sia. Veniamo al Farinole.

A prima vista è uno dei rosmarini più brutti che si possano immaginare. Dal punto di vista architettonico un disastro: non è prostrato, non è eretto. Un anarchico che va dove pare a lui, come pare a lui e a volte sembra sfidare le più elementari leggi della gravitazione vegetale per pura provocazione. Perchè mai, allora, perdere tempo appresso a un tale bastian contrario? La domanda, ovviamente, aveva una sua mezza risposta già al momento della scelta. Per il profumo: una sintesi mediterranea di resinoso e agrumato che, almeno a me sembra così – va oltre l’olfatto, come un potere evocativo.

Il profumo, dunque, sarebbe già un buon motivo per coltivare un paio di Farinole, per uso personale. Però, poi – capita – ho fatto qualche talea, Le ho viste crescere: sempre, pervicacemente, una diversa dall’altra. E ho capito che questo arbustaccio (originario, credo, di un dirupo corso) ha un carattere abbastanza unico. Imprevedibile e bitorzoluto. Come spero apparirà tra qualche anno il profilo dei miei (tuoi) Farinole. Vediamo questi stupidi dove vogliono arrivare.

Buon lavoro, buone novità. Luca Villoresi.

Rosmarinum officinalis 'Farinole'

Rosmarinum officinalis ‘Farinole’

Cosa aggiungere, venite a trovarci il 16 e 17 aprile 2016 nel nostro vivaio di Treviso! Scoprirete molte aromatiche ed erbacee che non ho avuto modo di elencare o citare. Se volete nell’attesa potete anche consultare il nostro nuovo catalogo 2016 o consultare online sulla home page del nostro sito l’elenco completo di quanto disponibile non solo per le aromatiche!

Pier Luigi Priola

ornithogalum umbellatum

Ornithogalum umbellatum Valle Stura di Demonte (CN)

Si ringrazia Silvia Lignana Bellandi per alcune delle fotografie inserite.


Piante aromatiche officinali e “Erbe” commestibili

issopo

Issopo

Piante aromatiche da scoprire con passione!

Le piante aromatiche, officinali e le “Erbe” commestibili sono un macrocosmo da scoprire e noi in vivaio, questa emozionante ricerca, la portiamo avanti con passione da molti anni! Il 18 e 19 aprile 2015 durante l’evento “Aromatiche per passione potrete ammirarne una collezione di circa duecentocinquanta varietà di aromatiche. Un appuntamento come questo non poteva avere come ospite d’onore altri che l’amico Libereso Guglielmi (info sulla pagina Facebook), che trascorrerà con noi entrambe le giornate per incantarci, come sempre, con i suoi racconti di vita, di giardino e di “fiori che si mangiano”! Lo scorso anno siamo riusciti a compiere un’impresa non da poco, far assaggiare a Libereso una pianta che non conosceva, l’Erba ostrica (Mertensia maritima)!

L’Erba ostrica è una pianta tutta da scoprire e poco presente sia a tavola che nei giardini e proprio per questa ragione la descriverò di seguito insieme al Critmo inserendo anche due ricette, elaborate dallo chef trevigiano Giancarlo Pasin, che ci permetteranno di gustare appieno l’insolito sapore!

Le ricette create per noi dallo chef Giancarlo Pasin

La presenza di Libereso Guglielmi, noto grazie a una geniale trovata di Pizzetti come “il Giardiniere di Calvino” (che era Mario Calvino il padre di Italo), nelle due giornate sulle aromatiche, ci onora e ci rende lieti perchè ci darà l’occasione per festeggiare insieme la vigilia del suo novantesimo compleanno!

Libereso sarà presente per parlarci di lui, delle sue esperienze, dei suoi libri e di giardini.

Libereso, con il supporto del giornalista Claudio Porchia, sarà lieto di rispondere a tutte le vostre curiosità e domande!

Libereso Guglielmi nel 2014 ha presentato da noi il suo ultimo libro che con allegria e leggerezza parla proprio dell’uso alimentare di piante e fiori dei nostri orti e giardini che non si deve limitare alle aromatiche “tradizionali” ma può spaziare tra molte essenze di uso prettamente giardinieristico come il Tulipano o l’Alstroemeria! Trovate i video della manifestazione sulle aromatiche tenutasi nel 2014 cliccando qui!

Detto questo non pensate di poter cucinare qualsiasi pianta del vostro giardino, è necessario informarsi prima sul possibile uso alimentare delle piante! Come diceva pochi giorni fa Antonio Ricci, che insieme a Silvia Arnaud Ricci è stato nostro graditissimo ospite nelle giornate dedicate alle viole, “Non pensate di mangiare le stesse cose che mangia Libereso, perchè probabilmente lui è alla quarta reincarnazione!” Ha aggiunto poi: “Libereso mentre cammina per strada raccoglie una pianta dal bordo dell’asfalto e ti dice ‘assaggia questa’! E tu che fai? Prendi e mangi, naturalmente!”

Libereso Guglielmi, Claudio Porchia, in mia compagnia, insieme al “Naso” Roberto Dario saranno presenti a Treviso, anche il 17 aprile alle 21:00, nell’appuntamento “Alla ricerca del profumo perduto – Il piacere dell’olfatto” che si terrà a Casa dei Carraresi, un evento parte della rassegna “Salotto musicale” concertincontro che sarà allietato da “I fiori di Faber”, suggestioni olfattive nelle canzoni di Fabrizio De Andrè. La rassegna ha già ospitato in marzo Moritz Mantero fondatore di Orticolario, manifestazione autunnale, da noi molto amata, che si svolge a Villa Erba!

Per festeggiare l’evento sto componendo una collezione di circa duecentocinquanta varietà di aromatiche che daranno modo a tutti di vedere un’ampia rassegna di piante belle, buone e utili per l’orto, per il giardino e adattissime alla coltivazione in contenitore!

Per non tediarvi eviterò di elencare tutte le varietà che presenteremo ma vi invito calorosamente a venirle a vedere, toccare e odorare in vivaio il 18 e 19 aprile 2015 ad “Aromatiche per passione”.

Di seguito descriverò, tra le tante, solo due “Erbe” commestibili che ritengo interessanti perchè poco valorizzate negli ultimi anni!

L’Erba ostrica (Mertensia maritima) e il Critmo (Crithmum maritimum) ci raccontano una storia di sapori dimenticati!

Sono piante che parlano di salsedine, di laguna, di spiagge assolate e di scogliere battute dal vento e dalle onde! Il particolare sapore “marino” dell’Erba ostrica e del Critmo lo potrete provare realizzando le due ricette, inserite al fondo dei rispettivi capitoli, elaborate per noi da Giancarlo Pasin che dal 1977 gestisce con la moglie Teresa la nota trattoria trevigiana “Alla Pasina” (sito web: http://www.pasina.it!

Erba ostrica – Mertensia maritima

mertensia maritima

Erba ostrica – Mertensia maritimaVai alla scheda della pianta per acquistarla

Il nome del genere Mertensia deriva dal botanico tedesco Franz Karl Mertens (1764-1831). La Mertensia maritima ha deliziosi fiori di colore variabile dal blu al viola che risaltano benissimo sul carnoso e croccante fogliame grigio-azzurro. L’Erba ostrica vegeta spontaneamente sulle dune litoranee e ama i terreni ben drenati (in particolare in inverno) e sabbiosi. Come quasi tutte le aromatiche la si può coltivare benissimo in vaso. I fiori compaiono da giugno a ottobre. E’ buona, molto decorativa e resiste al vento salino e alla siccità. L’erba ostrica è definita “l’ostrica dei vegetariani” (provare per credere)!

Si dice che una foglia di Erba ostrica su un semplice toast imburrato e caldo sia una vera leccornia (anche i fiori sono commestibili)! L’Erba ostrica è utilizzata in cucina in abbinamento a pietanze di pesce o in aggiunta all’insalata, per chi ama i sapori iodati. L’Erba ostrica può essere mangiata cruda, cotta o conservata in aceto, come il Critmo di cui parlerò di seguito.
L’Erba ostrica è ricca di di zinco, magnesio, potassio e ferro per cui è un’ottima pietanza! A questo punto non mi resta che inserire la ricetta elaborata da Giancarlo Pasin che ci permetterà di gustare appieno il sapore di questa pianta!

Ricetta di Giancarlo Pasin

PASTA ALL’ERBA OSTRICA
mertensia maritima

Ingredienti per 4 persone

  • 400g di pasta: farfalle, tagliatelle o spaghetti
  • 60g di olio extra vergine d’oliva
  • 20 foglie di ERBA OSTRICA
  • 70g di scaglie di pecorino o grana stagionato
  • QB sale e pepe

Preparazione
Cuocere la pasta scelta in acqua salata al dente, raffreddare in acqua fredda e ghiaccio, condire con olio e le foglie di erba ostrica sminuzzate a mano, aggiustare di sale infine cospargere il grana o pecorino e una macinata di pepe fresco. servire a temperatura ambiente.

torna alla lista delle ricette


Critmo – Crithmum maritimum

crithmum maritimum

Il Critmo (Crithmum maritimum), detto anche Finocchio marino, Bacicci, Frangisasso, conosciuto nel rinascimento come Petrus crescentius e in qualche caso come Erba di San Pietro, è una perenne che utilizza le stesse strategie di sopravvivenza delle piante del deserto e che presenta foglie carnose e aromatiche di un verde brillante.

Il Critmo predilige terreni sciolti e ciottolosi e resiste bene ai venti salini. Si sviluppa anche sulle spiagge, come il bellissimo Eryngium maritimum, nei muri e nelle fenditure assolate. Ha fioritura prettamente estiva che si verifica generalmente a partire dal secondo anno di vita della pianta.

Radici, foglie e frutti del Critmo hanno molte proprietà in comune con le più conoscite aromatiche della stessa famiglia come il Finocchio selvatico, l’Anice, il Coriandolo e il Cumino dei Prati di cui tutti conoscono le proprietà diuretiche e carminative (limitare la formazione e il ristagno di gas a livello gastro-intestinale).

Il Critmo può essere consumato fresco, sotto aceto come i capperi, o cotto come gli asparagi. Una delle tecniche di lavorazione è la diretta essicazione al sole. Foglie e germogli possono essere raccolti in primavera inoltrata fino alla formazione del fiore. Le foglie però non si raccolgono, per uso alimentare, dopo la fioritura.

Il Critmo può essere aggiunto alle insalate e può accompagnare piatti di carne e pesce. Grazie al contenuto di olii essenziali, iodio, oligoelementi, beta-carotene, proteine, vitamina C e sali minerali, è molto utile al nostro organismo(grassetto).

Anche per questa pianta Giancarlo Pasin ha elaborato una deliziosa ricetta.

Ricetta di Giancarlo Pasin

PETTO DI POLLO AL FINOCCHIETTO DI MARE (CRITMO)
crithmum maritimum

Ingredienti per 4 persone

  • 600 g di petto di pollo
  • 2 bicchieri di olio extra vergine d’oliva
  • 3 rametti freschi di CRITMO
  • 2 litri d’acqua
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 2 foglie di alloro
  • QB sale e pepe

Preparazione

Far bollire per 10 minuti, il pollo in acqua salata con tutte le verdure, togliere la carne e raffreddare.
Tagliare a fettine e adagiare in una pirofila con i rametti di finocchietto di mare e olio e.v.o. fino a coprire.
Far riposare una notte. Servire su una fresca insalatina primaverile inserendo fogliette di finocchietto.


In questi ultimi anni stiamo assistendo a una riscoperta, dell’uso di molte delle tradizionali piante spontanee commestibili e aromatiche e io verifico direttamente ogni giorno in vivaio l’interesse e la crescente curiosità in materia sia dei professionisti del verde che dei clienti. Oggi grazie alla disponibilità in vaso e alle selezioni dei vivai possiamo coltivare molte piante utili e commestibili nei nostri orti e giardini senza arrecare alcun danno alla flora spontanea (va ricordato che alcune piante sono protette e non possono essere raccolte in natura)!

Per concludere ricordo che le aromatiche e le officinali non sono solo gradite a noi ma anche ad api e farfalle! Piante come la Ruta il Finocchio selvatico o l’Ortica sono piante nutrici di molti bruchi! Ma questo è un altro capitolo che tratteremo a maggio e nell’appuntamento che avrà come tema principale proprio le farfalle!

Pier Luigi Priola

farfalla su origano

Si ringrazia Silvia Lignana Bellandi per alcune delle fotografie inserite.


Rondò e aiuola realizzati a Bassano: dopo un anno

Questo è un lavoro eseguito a Bassano nel 2012 dove abbiamo vinto il Premio Cesoie d’Oro 2012 eseguendo alcune aiuole di una rotatoria a basso costo di manutenzione e a risparmio idrico, il merito è dell’assidua volontà di alcuni componenti l’Associazione Direttori e Tecnici Pubblici Giardini del circondario vicentino, che nonostante le difficoltà hanno saputo proseguire e mantenere a oggi, di cui le foto, il risultato a un anno solo dall’impianto.
…continua…


Rungia klossii :: “erba fungo”

Rungia klossii o “erba fungo” il sapore delle foglie ricorda molto quello del fungo prataiolo.

Una perenne poco diffusa ma di grande interesse!

rungia klossii detta erba fungo

Rungia klossii detta anche “erba fungo”

La Rungia klossii detta anche “erba fungo” è una perenne poco diffusa nel nostro Paese. Per arrivare fino a noi ha fatto un lungo viaggio perché è originaria della Papua Nuova Guinea. Qualche giorno fa l’abbiamo presentata tra le novità Priola nel corso della manifestazione “Nel Giardino del Doge Manin” tenutasi a Villa Manin a Passariano di Codroipo e ha subito suscitato grande interesse.

La Rungia klossii ha varie doti: il colore del fogliame, di un bel verde brillante, il portamento ordinato e compatto, la fioritura di un bellissimo blu violetto e non ultimo il sapore delle foglie che ricorda molto quello del fungo prataiolo.

Le foglie dell’“erba fungo” possono essere cucinate come degli spinaci, ma sono più consistenti, possono essere usate anche crude per insaporire panini e insalate. Io consiglio di usarla per insaporire carni bianche, crostacei o minestre a cui dona un ottimo aroma, il calore, infatti, ne esalta il sapore! La cosa ideale è aggiungere le foglie a fine cottura per mantenerne il colorito e le proprietà nutritive. La raccolta deve avvenire prelevando, come per il basilico, gli apici delle ramificazioni in modo che la pianta produca nuovi getti laterali (non accorciare i rami a meno di 20 cm dalla base).

Gian Carlo Pasin, che da quasi quarant’anni gestisce con la moglie Teresa la nota Osteria “Alla Pasina” (sito web: http://www.pasina.it), come fatto in precedenza per la Mertensia maritima e il Crithmum maritimum, ha preparato per noi due ricette che mettono in risalto il sapore tipico dell’erba fungo (Rungia klossii). Le inserisco di seguito in modo che possiate provarle anche voi!

Ricette con l’erba fungo

di Gian Carlo PasinOsteria alla Pasina

TAGLIATELLE CON ERBA FUNGO

Ingredienti per 4 persone

  • 400 g tagliatelle all’uovo
  • 150 g gamberetti freschi
  • 50 g porro
  • 10 rametti di ERBA FUNGO (Rungia klossii)
  • olio extra vergine d’oliva
  • aglio
  • sale e pepe

Preparazione
Saltare i gamberetti in olio evo con aglio sale pepe. Tagliare a julienne il porro e lavarlo, rosolare con olio evo sale e pepe. Nel frattempo cuocere le tagliatelle in acqua salata e scolarle. Spadellare la pasta con i porri, incorporare i gamberetti e le foglie di erba fungo spezzettate con le mani! Servitele calde.

TARTARE DI SCAMPI CON ERBA FUNGO E CROSTINI CALDI

Ingredienti per 4 persone

  • 
600 g scampi crudi puliti
  • 8 crostini di pane passati al forno
  • 6/7 10 rametti di ERBA FUNGO (Rungia klossii)
  • olio extra vergine d’oliva
  • limone grattugiato

Preparazione
Tagliate sottilmente i crostini e passateli al forno. Tagliare a cubetti gli scampi, inserire le foglie di erba fungo tagliate sottili, condire con sale pepe olio evo e una grattugiata di buccia di limone. Mescolare bene! Far riposare in frigo almeno mezz’ora. Creare le porzioni con un coppapasta (per dare un forma ben definita) e servire con i crostini caldi!

Il verde brillante del fogliame della Rungia klossii, leggermente più giallo lungo la nervatura centrale, è dovuto alla ricchezza di clorofilla, nota per le sue doti azione antisettiche, antiossidanti e disintossicanti. Le foglie sono una buona fonte di proteine, calcio, vitamine A e C, beta-carotene e ferro.

L’erba fungo (Rungia klossii) è una una perenne adatta a un clima mite e al di sopra dei 10° vegeta tutto l’anno. Se coltivata in vaso la si può tranquillamente trattare come un geranio proteggendola dal freddo invernale. L’”erba fungo” ama il sole e sopporta bene la mezzombra. Il portamento compatto (h 40/60 cm) e la lussureggiante vegetazione garantiscono un’ottima copertura del suolo. La pianta ama irrigazioni regolari ma non il ristagno d’acqua.

La fioritura dell’”erba fungo” va dalla tarda estate fino ai geli ed è di un bellissimo blu-violetto con numerosi fiorellini che spiccano sul fogliame verde lucido.

La Rungia klossii è una pianta da scoprire e assaporare (la potete trovare in vivaio). Provate le ricette di Gian Carlo Pasin e fatemi sapere cosa ne pensate!

Pier Luigi Priola


Verbena officinalis var. grandiflora ‘Bampton’

Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton'

Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton' ricca e prolungata fioritura che si accende in autunno

Cercate una fioritura leggera e prolungata tra l'estate e l'autunno e una erbacea perenne con una strepitosa coloritura tardo estiva e autunnale? Ve la presentiamo è la Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton' ed è una erbacea perenne direi 'spumeggiante' che si accende in autunno.

La Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton' è una erbacea perenne che si sviluppa in altezza fino a raggiungere i 50-60 cm e si ricopre di una miriade di leggeri fiorellini rosa che si avvicendano ininterrottamente da giugno a ottobre. Il portamento è ordinato, la struttura eccellente, presenta rami e foglie di color rosso-bruno-violaceo in autunno.

Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton'

Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton'

Possiamo inserirla tra le novità del 2016?
La Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton' è una variazione della Verbena officinalis europea ed è nativa della città inglese di cui porta il nome. Noi la conosciamo da due anni circa ma l'abbiamo testata per due stagioni, prima di presentarla al pubblico, per verificarne le doti, come la ricca e prolungata fioritura, e il comportamento, in particolare la sorprendente fiammata di colore tardo estiva e autunnale preannunciataci dai nostri amici inglesi. Ora riteniamo superato il test e siamo lieti di presentarla, in questa anteprima di fine estate, come novità 2016. La pianta è già disponibile.

Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton'

Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton' – foto gentilmente concessa da Bob Brown -

La coloritura tardo estiva autunnale come si presenta? La pianta dalla seconda metà di agosto inizia a subire una variazione di colore delle parti verdi che virano gradualmente verso una bella tonalità violacea brillante che in autunno interessa tutta la pianta (fiori a parte).

Il cambiamento di colore è dovuto ad una particolare sensibilità della Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton' agli abbassamenti di temperatura giorno/notte determinati dall'allungamento delle ore notturne e dal raffrescamento a volte anche repentino dell'aria.

Inizialmente i vivaisti inglesi ritenevano che la variazione di colore della Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton' fosse una prerogativa delle piante ottenute da talea e invece vi possiamo confermare che non è questo il fattore determinante ma lo è quello climatico, almeno nella nostra esperienza. Attualmente tutte le piante presenti in vivaio, che siano nate da seme o da talea, presentano la stessa variazione della coloritura.

Quali sono i possibili accostamenti con la Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton'?

La Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton' si abbina benissimo a molte piante dalle tonalità argentee e glauche, al rosa, al viola e all'azzurro. Ma sono molte le possibilità di utilizzo spaziando tra le amanti del sole.

Ecco alcuni possibili accostamenti con la Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton'

Allium sphaerocephalon

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Anaphalis triplinervis 'Silberregen'

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Erigeron karvinskianus

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Eryngium planum 'Blaukappe'

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Festuca valesiaca 'Silbersee'

Festuca valesiaca 'Silbersee'

Nepeta racemosa 'Superba'

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Salvia nemorosa 'Caradonna'

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Sedum telephium 'Karfunkelstein'

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Sedum ochroleucum 'Nanum'

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Sedum 'Bertram Anderson'

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Stachys olympica 'Silky Fleece'

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Credo che non mi resti che dirvi di venirla a vedere in vivaio a Treviso in occasione della nostra manifestazione annuale 'I colori dell'Autunno' sabato 8 e domenica 9 ottobre 2016 con orario continuato dalle 9:00 fino a sera. Il programma della manifestazione sarà presto disponibile a questo link.

Un caro saluto

Pier Luigi Priola

Verbena officinalis var. grandiflora 'Bampton'


Viola odorata, violette di Parma, Viola sulphurea, tutti i colori delle viole

tutti i colori delle viole dei vivai priola

Viola odorata, violette di Parma, Viola sulphurea, tutti i colori delle viole non si possono certo limitare a solo tre varietà di viola. Amo le viole, ne coltivo oltre 98 varietà, e ogni anno dedico con grande piacere un appuntamento in vivaio e un articolo di approfondimento sul tema delle violette. Tra tutte le viole, della mia collezione, ve ne sono alcune che preferisco: la Viola ‘Lisa’, la Viola sulphurea ‘Phyl Dove’, la Viola ‘Zurigo’ e la Viola ‘Rose Bruneau’.
…continua…


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