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Ferrante Gorian
martedì, 13 dicembre 2011Alberi come opere d’arte
Ferrante Gorian era prima di ogni altra cosa un artista. Poi un botanico, un paesaggista, un uomo meticoloso, attento ai dettagli.
Le sue visite ricorrenti in tutti i vivai del Triveneto alla ricerca di “opere d’arte”, piante che lo colpivano per la forma insolita e che contrassegnava con un nastro rosso, sono diventate una leggenda. Al momento di stendere il progetto di un giardino, ricordando le piante che gli erano piaciute, destinava ora l’una ora l’altra a un punto ben preciso, dove avrebbero creato armonia e bellezza. Le specie che sceglieva, quasi tutte caduche e con foglie leggere, non erano necessariamente autoctone, ma la profonda conoscenza e i tredici anni trascorsi in Uruguay a fianco dei migliori architetti paesaggisti del mondo (vedere Gardenia n° 319, pag. 72) non gli facevano sbagliare un colpo. Essenze straniere, sì, ma adatte al clima dove andavano a stare. Lo dimostrano i suoi giardini, sempre più belli man mano che la sgorbia del tempo incide i suoi segni.